Focus

Proseguono positivi gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i brillanti dati macro. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,52%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,73% e l’S&P 500 un +0,75%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha fatto segnare un +1,35%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +1,24% e il Cac di Parigi a +1,5%. Il mood degli investitori ha subìto un’iniezione di fiducia nel pomeriggio dopo i dati immobiliari e sugli ordini di beni durevoli risultati ben oltre il consenso. Le figure hanno alimentato il rimbalzo già in atto questa mattina. Riteniamo però che si sia trattato di un movimento tecnico dopo i recenti cali e in vista del Consiglio europeo di domani e venerdì. Intanto l’Eurogruppo ha fatto sapere in una nota che i fondi a favore della Spagna saranno elargiti inizialmente attraverso l’Efsf e che prevedono un margine addizionale ai 51-62 miliardi di euro previsti per dagli auditor, ma comunque entro i limiti dei 100 miliardi stabiliti. A garantire questi fondi sarà il governo di Madrid e quindi andranno a pesare sul debito del Paese iberico.

Italia: Ftse Mib, necessario 13.500 per evitare perdita di spinta

A Piazza Affari il Ftse Mib è salito del 2,6% a 13.302 punti. Il livello chiave resta 13.500, che deve essere sfondato per evitare una perdita di spinta. Forti rialzi per i bancari con Unicredit che ha fatto segnare un +4,7%, Banco Popolare un +4,8% e Intesa SanPaolo un +3,2%. Variazioni superiori all’1% per gli altri titoli minori. Si segnala il buono spunto di Lottomatica (+2,25%) e Finmeccanica (+3,2%). Tenta il recupero A2a (+2,3%), mentre Saipem ha chiuso a +6,15%.

Valute: dati Usa rafforzano dollaro vs altre valute

Tra le valute, si avvicina nuovamente al supporto chiave l’euro/usd questo pomeriggio dopo la mancata rottura di 1 ,25 di questa mattina. Le tensioni rimangono molto elevate e queste si riverberano sul cambio. La nostra sensazione è che il deciso ritorno degli acquisti sul biglietto verde sia stati dettati anche dai buoni dati Usa del pomeriggio che allontanano la possibilità di manovre espansive da parte della Fed, come testimonia anche il cambio usd/yen, che si spinge ora sulla resistenza collocata a 79,80, e il movimento del cable.

Macro: immobiliare Usa al giro di boa

Sul fronte macro, decisamente migliori delle attese i dati Usa odierni. Le figure di maggio sugli ordini di beni durevoli hanno mostrato un forte rimbalzo (+1,1% m/m) dopo due mesi consecutivi di cali. Bene anche il dato che esclude la componente dei trasporti (+0,4% m/m). In generale, il comparto auto auto sembra essere l’unico che non perde slancio in un’economia in deciso rallentamento. Ottimo spunto anche per l’indice sulla vendita di abitazioni in corso, che hanno registrato un balzo del 5,9% m/m. La sensazione è che il mercato immobiliare si appresti ad effettuare il giro di boa. Il segnale più chiaro arriverà dai prezzi delle abitazioni nei prossimi mesi, che se dovessero continuare a salire potrebbero segnalare che l’uscita dal tunnel è vicina.

Titoli di Stato: Btp, occhi sulla domanda

Sul fronte governativo, domani l’Italia si troverà davanti al test più importante con l’emissione di Btp a 5 e 10 anni fino a 5,5 miliardi di euro. Ci aspettiamo un rialzo dei rendimenti, ma il vero osservato speciale sarà la domanda. Su queste scadenze a lungo termine gli investitori stranieri tendono a scomparire e questo potrebbe influire sulla domanda. L’importante sarà collocare l’intero ammontare in asta. I timori del mercato sono talmente elevati in questo momento che se un’asta dovesse andare deserta si avrebbe il caos. Da tenere presente che ci si presenta a questo evento con il Tesoro che ha piazzato già 13 miliardi di euro tra ieri e oggi a fronte dei 9,9 in scadenza venerdì.

Commodity: oro spike rialzista a 1.585 usd/oncia

Tra le commodity, forte oscillazione per l’oro questo pomeriggio dopo i dati Usa. Si è verificato un rapido spike rialzista che ha condotto il prezioso sui massimi di ieri a 1.585 dollari/oncia per poi sgonfiarsi e tornare sui livelli della mattinata a 1.572 dollari. Positivo anche il petrolio, con il Brent che ha toccato i 94 dollari/barile dopo le scorte settimanali Usa hanno mostrato un calo, sebbene inferiore delle attese.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy