Focus

In rialzo gli indici azionari statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,60%, l’S&P500 dello 0,50% e il Nasdaq Composite dello 0,15%. Bene anche i listini europei che recuperano molto terreno nel finale. Il FTSE100 di Londra ha archiviato le contrattazioni in crescita dello 0,1% e il Cac 40 di Parigi dello 0,6%. Poco mosso il Dax di Francoforte. Riteniamo che il recupero delle piazze azionarie europee sia legato alle dichiarazioni dei ministri delle finanze di Germania e Francia a margine dell’Ecofin che hanno affermato il forte sostegno delle due principali economie europee alla Grecia. Il ministro delle finanze tedesco ha dichiarato che si sta discutendo la possibilità di concedere al Governo di Atene in un unico pagamento tre tranche assieme introducendo un meccanismo di controllo sul paese ellenico senza fornire ulteriori dettagli su quest’ultimo. La nostra view è che finalmente anche la Germania si è accorta che bisogna fare in fretta per trovare una soluzione alla crisi in Grecia che si sta riflettendo anche sulle attività economiche del paese tedesco (confermati tali timori dal debole dato ZEW si novembre). Bene negli Stati Uniti i risultati societari di Home Depot, retailer di prodotti per la casa. Reputiamo che i buoni dati del gruppo siano stati interpretati come un ulteriore segnale di recupero del comparto immobiliare del paese a stelle e strisce. Restano, invece, ancora forti dubbi sulla risoluzione del problema del “fiscal cliff” (il “precipizio fiscale”). Riteniamo che l’amministrazione Obama incontrerà numerosi ostacoli per trovare un accordo al Congresso, mettendo così a rischio il rating tripla A.

Italia: Ftse Mib in rialzo

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato a +1,4% a quota 15333 punti. Bene gli indici italiani trainati dal settore bancario (soprattutto Intesa Sanpaolo e Unicredit dopo la pubblicazione dei dati e la discesa dello spread btp/bund). Male Tod’s sulla scia dei conti.

Valute: forte volatilità per l’euro/dollaro

Seduta caratterizzata dalla forte volatilità per il cambio euro/dollaro. Dopo il forte ribasso evidenziato in mattinata sulla scia dell’esito dell’Eurogruppo e del negativo dato sull’indice Zew tedesco di novembre, il cambio è riuscito a mettere a segno una reazione grazie alle dichiarazioni dei ministri delle finanze di Germania e Francia che l’ha portato al di sopra di 1,27. Il rimbalzo è ancora poco significativo. Solamente una perentoria vittoria al di sopra delle resistenze a 1,2740 (zona di passaggio della media mobile a 200 sedute) e 1,28 (minimo del primo ottobre) permetterà all’eur/usd di risalire fino agli obiettivi situati a 1,2880. Discorso diverso, invece, con il cedimento dei minimi intraday a 1,2662, che potrebbe introdurre una discesa fino sui sostegni posizionati a 1,2638, massimo del 31 agosto, e 1,2607, 50% del ritracciamento di Fibonacci del rialzo messo a segno tra fine luglio e metà settembre.

Macro: pochi dati nel pomeriggio

Sul fronte macro, non ci sono stati dati di particolare rilevanza nel pomeriggio nel paese a stelle e strisce. Ricordiamo in mattinata la pubblicazione in Germania di un deludente dato sull’indice ZEW di novembre sceso a -15,7 punti (consensus -9,9 punti).

Titoli di Stato: spread btp/bund sale a 368 pb

Sul fronte governativo, lo spread btp/bund, dopo essere salito fino a un massimo intraday a 376 pb è sceso fino a 360 pb sulla scia della positiva asta di BOT annuali e soprattutto dalle dichiarazioni delle principali autorità politiche e finanziarie a sostegno della Grecia. In tarda mattinata il Tesoro del BelPaese ha collocato 6,5 miliardi di Bot annuali. Il rendimento è tornato a scendere, attestandosi al 1,762% dall’1,941% di ottobre. Buona la domanda. Domani sarà interessante valutare l’asta italiana di BTP a 3 anni.

Commodity: in lieve rialzo l’oro e petrolio

Tra le commodity, in lieve rialzo sia l’oro a 1730 dollari l’oncia che il petrolio (cfd sul WTI light crude a 85,75 dollari al barile).

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist