Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi dopo i conti super di Goldman Sachs. Il Dow Jones Industrial Average segna un +0,9%, l’S&P500 un +0,85% e il Nasdaq Composite un +1,1%. Brillante chiusura anche per i listini europei con il FTSE 100 di Londra che ha archiviato le contrattazioni con un +1,15%, il Dax di Francoforte con un +1,5% e il Cac di Parigi con un 2,3%. Dopo l’indecisione iniziale gli investitori sono tornati sul mercato dopo la trimestrale di Goldman Sachs. Il gigante Usa ha segnato una performance brillante derivante dal comparto dell’investment banking. Non è una sorpresa a nostro avviso che i risultati migliori siano arrivati da questo settore visto il rally estivo sui mercati. Non hanno scosso più di tanto i mercati le voci trapelate sulla Spagna da parte di qualche parlamentare tedesco. Questa sera sono attesi altre trimestrali importanti, tra cui Ibm e Intel. Attenzione verrà prestata anche al secondo scontro in tv da parte di Obama e Romney.

Italia: Ftse Mib vede quota 16.000

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo del 2,5% a 15.985 punti. La rottura dei 15.700 punti ha aperto la strada al traguardo collocato a 16.000 punti, non distante dai livelli attuali. Volano le banche in scia con l’andamento del comparto europeo. Banca Popolare dell’Emilia Romagna chiude a +7,8%. Molto bene anche Intesa SanPaolo, Banco Popolare e Unicredit, che hanno terminato con un rialzo superiore al 4%. In forte calo Pirelli (-3,2%) e Lottomatica (-2,5%).

Valute: propensione al rischio alimenta vendite su yen

Tra le valute, si riduce il rialzo dell’euro/dollaro questo pomeriggio dopo i nuovi massimi toccati in area 1,3060, poco sotto i picchi del 5 ottobre scorso. il superamento della trend line discendente passante per i massimi di settembre e di ottobre. Il supporto principale rimane a 1,2990, mentre la resistenza si colloca a 1,3060 e successivamente a 1,3170. Si apprezza il biglietto verde contro lo yen, con il cambio salito ai massimi da quasi un mese a quota 79,00, livello dove ha trovato resistenza nella media mobile a 200 giorni. Sale ai massimi dal 19 settembre anche l’euro/yen, raggiungendo quota 103,10. La sensazione è che il ritorno della propensione al rischio stia portando gli operatori a scaricarsi di yen.

Macro: Usa, dati non così preoccupanti

Sul fronte macro, accelera l’inflazione negli Usa a settembre. Il dato tendenziale a settembre ha registrato un’accelerazione al 2% dall’1,7% di agosto. Ancora una volta, a pesare sul dato sono stati i comparti più volatili, ovvero energetici (+4,5% m/m) e alimentari. Delusione è arrivata dai dati sulla produzione industriale, che sempre a settembre, hanno mostrato una crescita dello 0,4% m/m dal +0,5% atteso. Qui a pesare è soprattutto la revisione dei dati di agosto a -1,4% da -1,2% m/m. Medesima sorte per il comparto manifatturiero. In linea con le attese l’indice Nahb sul mercato immobiliare, a 41 punti a ottobre dai 40 di settembre. In generale i dati odierni non sono così preoccupanti. Se il surriscaldamento dei prezzi continua ad essere circoscritto al comparto energetico, dall’altro il timido recupero della produzione industriale allontana i timori di un forte rallentamento dell’attività produttiva.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund ai minimi da settembre

Sul fronte governativo, dopo la buona asta spagnola odierna a breve termine, il focus degli operatori si concentra ora su quella a medio lungo termine di giovedì fino a 4,5 miliardi di euro. Ricordiamo che giovedì terminerà il collocamento del Btp Italia a 4 anni al 2,55% garantito. Ieri gli ordini hanno totalizzato oltre 2,4 miliardi di euro, più del suo esordio di marzo. Intanto lo spread tra il Btp-Bund si riduce a 339 punti base, ai minimi da settembre.

Commodity: oro e petrolio in recupero su dollaro debole

Tra le commodity, recupera l’oro dopo i minimi di ieri a quota 1.728 dollari/oncia. Il prezioso scambia ora a 1.745 dollari, dove sta trovando opposizione ad andare oltre nella media mobile a 50 ore. Timido rialzo anche per il petrolio, con il Wti poco sotto i 92 dollari/barile, dopo la temporanea perforazione al ribasso di 90 dollari ieri. In generale il comparto sta recuperando in scia al rialzo dei mercati e all’indebolimento del biglietto verde.

VINCENZO LONGO Market Strategist