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Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia alle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,3%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,1% e l’S&P 500 un +0,2%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -0,2%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +0,5% e il Cac di Parigi a +0,2%. Si è un po’ smorzato l’entusiasmo degli operatori dopo l’approvazione condizionata del fondo permanente salva-Stati Esm da parte della Corte costituzionale tedesca. Oggi abbiamo assistito a un rafforzamento dei segnali di propensione al rischio tra gli operatori. Ora è necessaria però una correzione. Gli indici hanno corso troppo e potrebbero ora decidere di prendere fiato prima di proseguire il rally. Riteniamo che quello odierno rappresenti un altro tassello verso quel grande puzzle che si chiama Eurozona. Una volta predisposti gli strumenti bisogna che questi vengano utilizzati. Un appuntamento importante sarà l’Eurogruppo di venerdì, dove i Paesi core potrebbero fare pressione sulla Spagna affinché chieda un pieno salvataggio. Domani occhi puntati sul meeting del Fomc dove Bernanke ne approfitterà per rilasciare le nuove stime sull’economia. Gli operatori si attendono anche l’annuncio di nuove misure di liquidità, anche se la data più probabile potrebbe essere il 24 ottobre, al ridosso dell’appuntamento elettorale.

Italia: Ftse Mib ai nuovi massimi da fine marzo

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,2% a 16.420 punti. L’indice si sta avvicinando sempre più ai 16.560 che rappresenta l’ultimo ostacolo prima di un attacco ai 17.000. Prosegue il rally dei bancari, con Banco Popolare che ha terminato a +3,9%. Sotto pressione ancora i titoli del lusso con Ferragamo che ha fatto registrare un calo del 2,1%. Bene Finmeccanica (+5%).

Valute: Eur/Usd potrebbe subire pressioni ribassiste se Fed deluderà

Tra le valute, rimane intorno all’1,29 l’euro/dollaro dopo aver aggiornato i massimi dall’11 maggio (a 1,2937) questa mattina dopo la decisione della Corte Costituzionale tedesca. Bene anche l’euro/jpy che ha toccato i massimi da oltre due mesi a 100,64. Frena il calo il cambio usd/jpy dopo il tonfo delle ultime sedute. Domani è attesa alta volatilità per tutti i cross contro il biglietto verde in vista della decisione del Fomc e del discorso di Bernanke. Nel caso di mancato intervento l’euro/dollaro potrebbe perdere quota e tentare un’attacco all’1,2765 dove passa la media mobile a 200 giorni.

Macro: segnali preoccupanti dall’inflazione in Europa

Sul fronte macro, crescono i prezzi all’import in Usa ad agosto (+0,7% m/m), soprattutto a causa del rialzo del prezzo del greggio. Questa mattina segnali preoccupanti sono arrivati dalla crescita dei prezzi nell’area euro. Le recenti dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, sull’accelerazione dell’inflazione sembrano trovare conferma nei dati odierni. Non è certo positivo che l’economia continui a contrarsi e i prezzi riprendono a salire. Ciò, da un lato, potrebbe ridurre le possibilità di ulteriore taglio dei tassi da parte della Bce, dall’altro, potrebbe soffocare ogni timido segnale di ripresa.

Titoli di Stato: segnali di forte propensione al rischio dalle aste odierne

Sul fronte governativo, è stata una seduta emblematica quella delle emissioni governative. Se la Germania ha registrato una crescita dei rendimenti (raddoppiati rispetto all’ultima emissione) e un forte calo della domanda nell’asta Bobl a 5 anni, la stessa cosa non può dirsi dell’Italia. Il Tesoro ha emesso 12 miliardi di titoli con rendimenti in calo sia sul titolo a 3 mesi che a 1 anno, con una domanda in ripresa. Due sono le nostre conclusioni: da un lato si rafforza la propensione al rischio tra gli operatori; dall’altro, il Tesoro tedesco deve innalzare i rendimenti per evitare che le aste vadano deserte (dopo quella sul decennale della scorsa settimana). Ottime le premesse per l’asta Btp di domani, che tra gli altri vedono il ritorno del Btp a 15 anni. L’importo massimo è di 6,25 miliardi di euro. Ci attendiamo rendimenti in calo e un lieve ritorno dell’interesse degli investitori dopo gli eventi odierni.

Commodity: oro ai nuovi massimi da febbraio

Tra le commodity, perde lievemente quota l’oro nel pomeriggio (a 1.734 dollari/oncia), dopo aver aggiornato i nuovi massimi da fine febbraio questa mattina a 1.747. Riduce i guadagni anche il petrolio, con il Wti che torna in area 97,00 dollari/barile dopo essersi portato temporaneamente sopra i 98 dollaro nella mattinata in scia anche al rialzo inatteso delle scorte in Usa. Domani sarà una seduta particolarmente volatile per il comparto, soprattutto se la Fed decidesse di non intervenire con ulteriori immissioni di liquidità nell’immediato. L’intero comparto, salito recentemente sull’attesa di ciò, potrebbe perdere terreno.

VINCENZO LONGO
Market Strategist of IG Markets Italy