Focus

Proseguono in lieve calo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i dati macro. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,3%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,6% e l’S&P 500 un -0,15%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha fatto segnare un -0,15%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +0,2% e il Cac di Parigi a -0,5%. La seduta pomeridiana è stata particolarmente povera di spunti di rilievo e questo certo non aiuta il sentiment particolarmente fragile degli investitori. Continua quindi la fase interlocutoria sui mercati in vista del prossimo meeting europeo previsto per il 20 luglio. Questa sera a portare un po’ di volatilità saranno le minute della Fed, dove potrebbero esserci spunti rilevanti in merito al quantitative easing della Fed. In ottica settimanale segnali più chiari sulla direzionalità ce li aspettiamo venerdì quando, oltre al dato sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, ci saranno anche i conti di JP Morgan e Wells Fargo.

Italia: FtseMib ancora in fase interlocutoria

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,05% a 13.860 punti. Il principale indice italiano non riesce a recuperare la soglia dei 14.000 punti che potrebbe proiettarlo sui 14.300 e successivamente verso i 15.000 punti. Bene Intesa SanPaolo e Unicredit che hanno terminato con una performance superiore ai 2 punti percentuali. Male i titoli del lusso in scia alle basse previsioni di crescita del comparto. Tod’s ha registrato un -4,75%, mentre Ferragamo ha fatto -6,55%. Tra gli industriali pesante Fiat Industrial (-4,4%) e Finmeccanica (-2,7%). Male Mediaset (-3,26%).

Valute: euro/usd a 1,2225, nuovo minimo da luglio 2010

Tra le valute, aggiorna i nuovi minimi dal 2010 l’euro/dollaro a 1,2225 in chiusura in Europa. Il supporto successivo si colloca a 1,2150. La moneta unica sarà soggetta anche a pressioni in vista dell’appuntamento del 20 luglio quando ci saranno i dettagli sul memorandum con la Spagna. Forte accelerazione per l’usd/jpy nel pomeriggio dopo i rumors secondo cui il Giappone potrebbe sostenere la domanda di T-note decennali in asta questa sera per far rallentare la corsa dello yen. Il cross è rimbalzato sul supporto a 79,15 che lo ha spinto sino a 79,80, dove transita una prima resistenza.

Macro: Usa, calo greggio ha pesato su riduzione import

Sul fronte macro, a maggio il deficit commerciale si è ristretto a 48,7 miliardi (in linea con le attese) dai 50,6 di aprile. Lascia qualche perplessità il calo dell’import a fronte di un modesto rialzo dell’export. Riteniamo che la forte discesa del prezzo del greggio degli ultimi due mesi si mascheri dietro a questo risultato e, allo stesso tempo, il deciso rafforzamento del biglietto verde abbia pesato sulle esportazioni. Per domani attesi i dati sull’indice dei prezzi all’importazioni di giugno e sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.

Titoli di Stato: haircut su ibridi spagnoli potrebbe favorire govies

Sul fronte governativo, modesto restringimento dello spread tra Btp-Bund questo pomeriggio in area 455 punti base. Oltre all’asta Bot di domani per 7,5 miliardi di euro, venerdì il Tesoro collocherà Btp sul medio-lungo termine compreso tra i 3,0-5,25 miliardi di euro. Non ci aspettiamo particolari problemi riguardo alla domanda, mentre i rendimenti potrebbero continuare a rimanere sotto pressione visto anche l’esito odierno dell’asta Bund. I rendimenti sono scesi all’1,31% (minimo storico in asta), con una domanda rimasta sostanzialmente robusta. Molti operatori potrebbero continuare ad optare per i titoli dell’area core viste le tensioni sulla periferia. Inoltre l’eventuale haircut sugli strumenti ibridi delle banche spagnole poterebbe favorire la domanda per i titoli più sicuri. Questa sera occhi puntati al T-note decennale per 21 miliardi di dollari.

Commodity: mais, Usa taglia stime raccolto e future vola

Tra le commodity, tiene i rialzi l’oro a 1.577 dollari/oncia, mentre il petrolio prosegue positivo, con il Wti a 85,60 dollari/barile, dopo che il dato sulle scorte di greggio Usa ha mostrato un calo oltre le attese di 4,7 milioni di barili. Da segnalare che il Dipartimento dell’Agricoltura Usa ha abbassato le stime sul raccolto di mais per l’anno in corso del 12%, precisando che le scorte il prossimo anno saranno inferiori alle recenti stime, causa la peggior siccità degli ultimi 24 anni. Al Cbot i prezzi sul cereale sono saliti del 42% solo nell’ultimo mese. Il future sul mais sale ora del 3,3%.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy