Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i dati sul mercato immobiliare. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,10%, l’S&P500 lo 0,15%, mentre il Nasdaq Composite avanza dello 0,2%. Positive le piazze europee, con in testa Madrid e Milano. Il sentiment degli investitori rimane ancora saldamente positivo sull’attesa di un risvolto positivo del fiscal cliff. I segnali di propensione al rischio infatti rimangono forti con gli indici europei su massimi importanti e l’euro ai massimi dagli ultimi 8 mesi. Questa tendenza potrebbe proseguire verosimilmente sino a venerdì, quando poi molti operatori preferiranno portare a casa i profitti in vista delle festività natalizie. In uno scenario simili anche i brutti segnali macro vengono trascurati.

Italia: Ftse Mib fallisce primo test a 16.370 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un rialzo dell’1,10% a quota 16.330 punti. L’indice italiano ha perso un po’ di smalto poco prima della chiusura dopo essersi spinto sino al test dei 16.370 punti. L’ultimo ostacolo rimane ora a 16.700 punti, livello che aprirebbe la via ai 17.000. Vola Buzzi Unicem (+6,6%) dopo approvazione da parte di Deutsche Bank. Ennesimo rialzo consecutivo per i bancari che registrano rialzi sostenuti, fatta eccezione per Monte dei Paschi che ha terminato sulla parità.

Valute: yen continua a precipitare in vista BoJ della notte

Sul fronte valutario, corregge l’euro/dollaro dopo i nuovi massimi toccati da maggio a quota 1,3308. L’ipercomprato sta alimentando il pull back verso quota 1,3215, dove si passa anche la media mobile a 50 ore. Un supporto più importante rimane a 1,3190, livello da cui la correzione lascerebbe spazio alla debolezza vera e propria. Non accenna ad arrestarsi il deprezzamento dello yen in attesa della decisione della Banca centrale nipponica (BoJ) della notte sulla politica monetaria. Anche se la BoJ dovesse annunciare nuove misure di stimolo, la sensazione è che potrebbe realizzarsi un sell on news importante dopo una lunga corsa.

Macro: domani occhi puntati su dati Usa

Sul fronte macro, questa mattina l’Ifo di dicembre si è attestato a 102,4 punti dai 101,4 di novembre e 102 del consenso. Ancora una volta, la buona performance del dato è stata guidata da un deciso recupero della parte prospettica (salita a 97,9 punti dai 95,2 del mese precedente), a fronte di una delusione di quella corrente, scesa a 107,1 da 108,1. Come già evidenziato anche dallo Zew la scorsa settimana, i maggiori rischi per la locomotiva tedesca arrivano dallo scenario attuale, con la crisi economica che potrebbe condurre a una recessione tra il 4° trimestre del 2012 e il primo del 2013. Dati contrastati sul fronte immobiliare, con l’avvio dei nuovi cantieri di novembre in calo rispetto a ottobre. Positivi i dati sulle licenze edilizie. Domani attenzioni puntate sulla terza lettura del Pil Usa e ai dati sull’indice manifatturiero di Filadelfia.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund ai minimi da due settimane

Sul fronte governativo, non ci sono state aste di rilievo questa mattina in Europa. In Usa questo pomeriggio è attesa l’asta sul T-note a 7 anni. Il rally sul mercato azionario potrebbe impattare sulla domanda che potrebbe rimanere particolarmente debole. Intanto lo spread Btp-Bund continua a restringersi, portandosi nel pomeriggio sotto i 300 punti (a 296 pt), per la prima volta dopo due settimane, complice la propensione al rischio sui mercati.

Commodity: Oro in calo nonostante calo dollaro

Tra le commodity, rimane particolarmente debole l’oro, con il prezzo spot a 1.672 dollari/oncia, dopo i minimi di ieri a 1.661 dollari. Ritraccia dai massimi di seduta anche il petrolio, con il Wti a 87,80 dollari/barile. Il comparto sta soffrendo nonostante il deprezzamento del biglietto verde.

VINCENZO LONGO Market Strategist IG