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Procedono in deciso rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i deludenti dati macro. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,8%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,75% e l’S&P 500 un +1,06%. Seduta positiva in Europa, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,71%, mentre il Dax di Francoforte ha terminato a +1,23% e il Cac di Parigi a +1,37%. Seduta altalenante quella odierna sui mercati. Gli indici hanno accelerato al rialzo solo dopo l’apertura di Wall Street, in gran spolvero per recuperare le chiusura di ieri. Gli operatori stanno mettendo da parte il discorso Grecia e i riflettori sono puntati sul sistema bancario spagnolo. Secondo quanto riportato da alcune fonti a Reuters, il governo ha intenzione di vendere titoli di Stato per ricapitalizzare Bankia e istituire un organo in grado di aiutare gli altri istituti in difficoltà. Ci aspettiamo che Madrid riesca a far fronte alla situazione fintanto che questa non coinvolga istituti maggiori del Paese. Intanto il rallentamento del tasso di inflazione in Germania a maggio (all’1,9% a/a dal 2,1%), apre definitivamente la strada alle misure espansive da parte della Bce per tentare di risollevare un’economia ormai in ginocchio che non sembra capace di risollevarsi da sola.

Italia: Ftse Mib, brillano Fiat e Geox

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,38% a 13.107 punti, in una seduta che ha visto più volte l’indice passare in negativo. Negativi tutti i bancari. Recupera parzialmente le perdite Banca Popolare di Milano (-3,84%), dopo essere arrivato a perdere il 12% in scia alla notizia dell’arresto dell’ex presidente Ponzellini. Spiccano i rialzi di Fiat (+4%), Geox (+5,7%) e Maire Tecnimont (+7,9%).

Valute: euro crolla nel finale

Tra le valute, accelera al ribasso nel finale di seduta l’euro/dollaro in scia ai continui timori sulla tenuta del sistema bancario spagnolo. Il cambio allunga ora sotto 1,25, a 1,2480. Ci aspettiamo che l’euro possa tirare il fiato se i dati statunitensi dovessero deludere le aspettative. Confermiamo la resistenza a 1,2625 e il supporto a 1,24. Male anche l’euro/yen, che accelera sotto 100,00 e arriva al test di 99,00. Nei prossimi giorni il dollaro statunitense potrebbe finire sotto pressione in vista dei dati macro deboli.

Macro: americani perdono fiducia sulla ripresa

Sul fronte macro, piena delusione dai dati odierni statunitensi. La fiducia dei consumatori a maggio ha mostrato un calo a 64,9 punti dai 68,7 di aprile. Il dato è stato di gran lunga inferiore al consenso ed è risultato in contrasto con il medesimo indicatore elaborato dall’Università del Michigan. Le prospettive degli statunitensi sull’economia non sono del tutto rosee. Sotto le attese anche l’indice sui prezzi degli immobili Case Shiller relativo al mese di marzo, che ha evidenziato un timido +0,1% m/m (+0,3% atteso). Segnali negativi dall’Indice manifatturiero della Fed di Dallas, sceso a -5,1 punti dai -3,4 di aprile. La settimana macro non si è aperta nel migliore dei modi e potrebbe proseguire peggio, in vista dei dati sul Pil Usa del 1° trimestre e di quelli del mercato del lavoro di venerdì. Le figure delle ultime settimane aprirebbero a uno scenario espansivo che la Fed potrebbe attuare a brevissimo termine.

Titoli di Stato: Btp, appeal dovrebbe essere buono

Sul fronte governativo, record dell’anno per i rendimenti sui Bot a 6 mesi nell’emissione di questa mattina. Solida la domanda (1,6 volte l’offerta). Il test odierno era significativo per capire quale sia il posizionamento degli operatori sulla curva delle scadenze in vista delle aste Btp (5 e 10 anni) di domani fino a un massimo di 6,25 miliardi di euro. I titoli italiani dovrebbero continuare a mostrare un certo appeal (visto anche il roll over di portafoglio), mentre i rendimenti potrebbero crescere lievemente.

Commodity: operatori attendono dati Usa

Tra le commodity, rimangono stabili sia l’oro che il petrolio visti gli scarsi movimenti del dollaro. La sensazione che abbiamo è che molti operatori stanno aspettando i dati importanti di giovedì e venerdì per decidere entrare o meno sul mercato.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy