Focus

Dopo due ore di contrattazioni a New York gli indici statunitensi sono in leggero calo. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia una flessione dello 0,15%, l’S&P500 dello 0,05% e il Nasdaq Composite dello 0,20%. In lieve ribasso anche i listini europei con il FTSE100 di Londra che ha terminato con un calo dello 0,2% e il Dax di Francoforte dello 0,3%. Bene invece il Cac di Parigi che mostra un incremento dello 0,1%. Oggi era il grande giorno delle banche centrali (BOE-BCE). Come avevamo previsto ieri il meeting del Consiglio Direttivo dell’istituto di Francoforte non ha evidenziato particolari novità, lasciando invariati i tassi d’interesse allo 0,75%. Il governatore Draghi nella conferenza stampa successiva alla decisione sul costo del denaro ha ribadito che l’annuncio del piano di acquisto di titoli di stato nel mercato secondario (OMT) ha allentato le tensioni nei mercati finanziari, sostenendo che ora è il turno dei governi dei paesi periferici a continuare i processi per risanare i propri bilanci. Riteniamo che difficilmente la BCE interverrà sui tassi anche nella prossima riunione di dicembre sulla scia dell’elevato tasso di inflazione nella zona euro (mezzo punto percentuale al di sopra del limite di tolleranza). Negli Stati Uniti stimiamo che il mood negativo sia legato in prevalenza ai timori degli investitori legati alla risoluzione del fiscal cliff, che se rinviata, potrebbe fare scattare il downgrade del rating sul debito del paese a stelle e strisce da parte delle principali agenzie (la perdita della valutazione tripla A).

Italia: FTSE Mib in calo

A Piazza Affari il Ftse Mib ha segnato un ribasso dello 0,64% a 15194 punti. Forti vendite su Autogrill dopo la pubblicazione dei dati trimestrali. Bene A2A sulla scia dei positivi conti.

Valute: forte debolezza per l’euro contro dollaro, rotto il supporto della media mobile a 200 sedute

Il cambio tra la moneta unica e il biglietto verde stenta a fronteggiare le pressioni ribassiste di breve periodo. A livello intraday il cross ha rotto il supporto dinamico rappresentato dalla media mobile a 200 giorni al momento in transito a 1,2750, confermando la debolezza della divisa di Eurolandia legata ai timori sulla crisi debitoria (la Spagna non dovrebbe chiedere gli aiuti internazionali nel 2012). Neanche le parole di Draghi sono riuscite a sostenere la valuta dell’Unione Monetaria. Dal punto di vista tecnico, il cedimento del suddetto sostegno a 1,2750 ha creato i presupposti per una estensione della discesa in direzione degli obiettivi a 1,2675 (zona di passaggio della media mobile a 100 sessioni) e 1,2607, 50% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa dai bottom di fine luglio. Rimbalzi fino a 1,28 resteranno compatibili con le prospettive grafiche appena descritte e saranno imputabili solamente alla condizione di ipervenduto in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di breve periodo. Sopra 1,28 possibile un attacco a 1,2885, livello da superare per attaccare i target situati a 1,2925 e 1,3021.

Macro: buoni i dati statunitensi

Sul fronte macro, il Dipartimento del Lavoro ha annunciato che le richieste settimanali sono scese a 355 mila unità, al di sotto sia delle attese degli analisti fissate su un incremento pari a 370 mila sia al dato della settimana precedente (363 mila unità). Il Dipartimento del Commercio ha reso noto che nel mese di settembre il deficit commerciale si è attestato a 41,5 mld di dollari, inferiore sia rispetto ai 45,0 mld del consensus che dei 43,8 mld di agosto.

 Titoli di Stato: buona l’asta spagnola, ma spread in crescita

Sul fronte governativo, bene l’asta spagnola. il Tesoro spagnolo ha collocato 4,7 miliardi di euro di titoli a medio lungo termine (superiore al target offerto compreso nella forchetta 3,5-4,5 mld di euro). In calo i rendimenti sulle scadenze più a breve termine (il bond con scadenza 2015 è sceso dal 3,96% al 3,66%), mentre è salito quello del titolo a 20 anni (dal 4,78% al 6,33%). In rialzo le tensioni sul debito italiano. Lo spread btp/bund è salito a 366 pb dai 353 pb registrati in avvio.

Commodity: petrolio in leggero rialzo

Tra le commodity, seduta incerta per l’oro scambiato al momento a 1717 dollari l’oncia. In leggero rialzo il petrolio. Il cfd sul light crude mostra un incremento dello 0,25% a 84,75 dollari al barile.

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist