Focus

Proseguono in deciso calo gli indici statunitensi in attesa dei conti di Alcoa di questa sera. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,6%, l’S&P500 lo 0,58% e il Nasdaq Composite lo 0,7%. Seduta contrastata in Europa, con il Ftse 100 di Londra che è sceso dello 0,05%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,5% e il Cac di Parigi un +0,1%. È stata una seduta anonima che ha visto i listini peggiorare nel finale dopo l’apertura di Wall Street. Sale la tensione in vista dell’inizio della stagione delle trimestrali che vedranno questa sera andare all’esordio con Alcoa. Gli investitori scontano già un rallentamento dei ricavi rispetto al 3° trimestre del 2012 per effetto del passaggio dell’uragano Sandy e per i timori sul fiscal cliff. Domani mattina potremmo svegliarci con i mercati in correzione se Eps e ricavi dovessero sorprendere negativamente. Non ci aspettiamo delusione per il comparto finanziario che dovrebbe continuare a performare bene dato il miglioramento del mercato dei mutui e del rally delle ultime settimane che aiuterà le investment unit delle big di Wall Street.

Italia: Ftse Mib congestiona intorno ai 17.000 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un +0,33%, a quota 16.950 punti. Intorno ai 17.000 punti si sta creando una fase di congestione. Ancora una volta in luce i bancari, con Banco Popolare che ha segnato un +3,56%, mentre Banca Popolare di Milano è sceso dell’1,3%. Rialzi superiori al 2,5% per Mediobanca e Mediolanum. Tonfo per Autogrill che ha perso oltre il 3% dopo alcune bocciature arrivate in mattinata.

Valute: Euro debole vs dollaro e yen

Sul fronte valutario, l’euro/dollaro ha trovato opposizione oggi nella media mobile a 200 ore in area 1,3140, la cui mancata rottura ha portato a debolezza. Il cross si è riportato sul supporto a 1,3070, il cui sfondamento potrebbe condurre prima a 1,3020 e poi a 1,30. È lecito attendersi un movimento entro quest valori almeno sino a giovedì quando la Bce sarà chiamata a decidere sul livello dei tassi. Precipita anche l’euro/yen che è tornato sui minimi da inizio anno a 113,70. La rottura segnalerebbe probabile inversione del trend rialzista di breve, visti i massimi e minimi decrescenti.

Macro: ancora seduta senza spunti di rilievo

Sul fronte macro, è stata un’altra seduta povera di spunti negli Usa. In Europa questa mattina i dati sul mercato del lavoro hanno mostrato una disoccupazione ai nuovi massimi storici, a quota 11,8%. Male anche gli ordini all’industria tedesca di novembre (-1% a/a, -1,8% m/m). Domani è atteso il dato sulla produzione industriale relativa allo stesso mese.

Titoli di Stato: Spagna svela i piani del 2013

Sul fronte governativo, questa mattina il Tesoro spagnolo ha annunciato il programma di funding per il 2013 con importo compreso tra i 215-230 miliardi di euro, con emissioni nette pari a 71 miliardi. È una cifra importante che comunque Madrid potrà accaparrarsi non senza l’aiuto dell’Esm. È emblematico come il Paese abbia deciso di aumentare le emissioni sul breve, segnale questo che le tensioni sul breve permangono.

Commodity: petrolio cede terreno nel finale

Tra le commodity, congestiona in area 1.655 dollari/oncia l’oro, mentre il petrolio ha accelerato al ribasso negli ultimi minuti arrivando a quota 92,60 dollari.

VINCENZO LONGO Market Strategist IG