Focus

In ribasso gli indici azionari statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average scende dello 0,45%, l’S&P500 dello 0,60% e il Nasdaq Composite dello 0,35%. In rosso anche i listini europei. Il FTSE100 di Londra ha archiviato le contrattazioni in flessione dello 0,8%, il Dax di Francoforte dello 0,8 e il Cac 40 di Parigi dello 0,7%. Riteniamo che il sentiment negativo sui mercati sia legato soprattutto ai deboli dati americani (vendite al dettaglio) e ai timori degli investitori sulla risoluzione del “fiscal cliff” (il precipizio fiscale). Il tempo stringe per l’amministrazione Obama per trovare un accordo al Congresso tra repubblicani e democratici. Reputiamo che la soluzione più probabile al momento sia un ulteriore rinvio di tale decisione di tre mesi. Ricordiamo che il fiscal cliff (tagli automatici della spesa pubblica e termine delle agevolazioni fiscali introdotte da Bush) ammonta a 600 mld di dollari ovvero quasi al 4% del PIL del paese a stelle e strisce. Negli States a limitare le perdite sono arrivate gli ottimi risultati societari di Cisco Systems che ha trainato il comparto tecnologico Usa.

Italia: Ftse Mib in rosso

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato a -0,52% a quota 15253 punti. Sul fronte societario bene Enel e A2A. Vendite invece su Mediaset. Riteniamo che il continuo calo della raccolta pubblicitaria porterà il gruppo della famiglia Berlusconi a evidenziare risultati negativi non solo nel quarto trimestre del 2012 ma anche nei primi due trimestri del prossimo anno. Debole anche il comparto bancario (Banca Mps, BPER, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca e BP Milano).

Valute: euro/dollaro sale a 1,2745

Il cambio euro/dollaro prova a dare continuità al movimento rialzista partito dai bottom di ieri a 1,2660. La reazione del cross diventerebbe, tuttavia, significativa al di sopra delle resistenze comprese tra 1,2790 (top del 9 novembre) e 1,28 (bottom del primo ottobre), oltre alle quali si getterebbero le basi per un allungo in direzione di 1,2880. sopra tale riferimento via libera per un attacco agli obiettivi posizionati a 1,2960, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi di ottobre, e 1,3021, massimo del 31 ottobre. Tale scenario grafico verrebbe annullato con il cedimento di 1,2660, preludio a una probabile caduta fino a 1,2607 almeno.

Macro: interessanti dati negli States

Sul fronte macro, negli Stati Uniti il Dipartimento del Commercio ha comunicato che le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di ottobre una flessione dello 0,3% m/m, peggiore rispetto alle aspettative degli analisti fissate per un calo dello 0,2%. Tuttavia è stato rivisto al rialzo il dato del mese di settembre, da +1,1% a +1,3%. Inoltre il Dipartimento del Lavoro ha annunciato che l’indice grezzo dei prezzi alla produzione ha registrato, nel mese di ottobre un ribasso dello 0,2% in linea con le aspettative. Su base annuale l’indice ha mostrato un aumento del 2,3%, inferiore alle previsioni (consensus +2,6%).

Titoli di Stato: spread btp/bund in calo in mattinata poi risale e torna ai livelli di avvio

Sul fronte governativo, dopo un forte calo dello spread btp/bund evidenziato sulla scia positivo collocamento dell’asta di btp a 3 anni il differenziale tra il rendimento del decennale con il bund tedesco è tornato a salire, toccando i livelli di apertura a 364 pb. Riteniamo che tale aumento sia legato alla decisione di Fitch di limitare le comunicazioni sull’Italia dopo il rinvio a giudizio da parte della procura di Trani di due dirigenti dell’agenzia di rating. Fitch avrebbe comunicato che senza adeguate assicurazioni di non influenzare il proprio operato potrebbe chiudere le attività in Italia. Reputiamo che tale evento avrebbe ripercussioni fortemente negative sul nostro mercato obbligazionario che senza la valutazione delle agenzie di rating evidenzierebbe un pesante calo dei volumi, soprattutto da parte della clientela retail e istituzionale estera.

Commodity: WTI light crude supera 86 dollari al barile

Tra le commodity, poco mosso l’oro a 1726 dollari l’oncia. In rialzo il petrolio (cfd sul WTI light crude a 86,08 dollari al barile).

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist