Focus

Procedono in deciso calo gli indici statunitensi questo pomeriggio sulla scia con la chiusura delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,7%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,6% e l’S&P 500 un -0,95%. In Europa chiusura in pesante rosso per i principali indici, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -1,83%, mentre il Dax di Francoforte ha terminato a -1,8% e il Cac di Parigi a -2,29%. Il sell off di inizio settimana non lascia prevedere niente di buono per le prossime sedute. Il sentiment degli investitori rimane ancora molto soggetto alle vicende greche. I timori di una variazione degli assetti politici all’interno dell’eurozona non migliorano la fiducia degli operatori. Intanto questa sera si riunisce l’Eurogruppo e domani ci sarà l’Econfin, dove si discuterà del caso Grecia e di una possibile rinegoziazione degli accordi dello scorso marzo. Continuiamo a vedere settimane di forte volatilità in borsa con sedute in pesante calo intervallate a rimbalzi tecnici. La vicinanza a supporti importanti ci induce a pensare che siamo vicino a livelli critici la cui rottura aprirebbe lo spazio per ulteriori correzioni. Riteniamo che il peggio non è ancora passato e, anche se dal punto di vista fondamentale lo scenario risulta ben diverso rispetto agli ultimi mesi del 2011, ci aspettiamo un ritorno a quei livelli sulla scia di una scommessa della Grecia fuori dall’area della moneta unica.

Italia: Ftse Mib rimbalza su 13.600 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 2,74% a 13.660 punti, in lieve recupero dai minimi di seduta a 13.600. Si tratta del secondo test a questi livelli da 4 sedute. Ci aspettiamo che una rottura di questo supporto apra lo spazio ai 13.100 punti. Ancora sotto pressione i bancari che hanno ampliato le perdite nel pomeriggio e hanno chiuso in pesante calo. Male Unicredit (-4,9%), Banca Popolare di Milano (-3,67%) e Intesa SanPaolo (-3,55%). Modesto recupero delle perdite per Monte dei Paschi di Siena (+1,33%) dopo il tonfo della scorsa settimana. Male gli industriali, con Fiat che cede oltre 4 punti percentuali. Tra le utility segnaliamo il crollo di Telecom Italia (-4,7%), mentre A2a mette a segno un +4,5% dopo la notizia della costituzione di un sindacato di banche per il finanziamento dell’operazione Edipower.

Valute: euro/dollaro verso 1,2740

Tra le valute, amplia il deprezzamento l’euro/dollaro in scia con il peggioramento delle borse europee. Dal punto di vista grafico, il cross sembra aver ripreso la corsa al ribasso che vede come obiettivo intermedio 1,2740, prima di arrivare al test dei minimi dell’anno a 1,2625. La moneta unica pian piano sta ritornando verso livelli di equilibrio contro il dollaro e non escludiamo un ritorno a 1,25 entro il prossimo giugno. Brusca inversione di tendenza per il cambio tra il biglietto verde e lo yen a metà seduta in scia con l’avversione al rischio presente sui mercati. Il cambio questa mattina si era spinto ai massimi del 4 maggio scorso a 80,20, livello dal quale ha fatto marcia indietro sino ad attestarsi ora a 79,70, minimi da giovedì scorso. Da punto di vista grafico, il movimento odierno andrebbe a chiudere la figura del testa spalle che si era creata nel corso delle ultime settimane, con testa sui massimi del 15 marzo e la neck line passante per i minimi del 6 marzo e dell’16 aprile, che aprirebbero a un deprezzamento verso i minimi a 76,60-76,40. Ci aspettiamo che se il cambio non dovesse trovare supporto a 79,60, il calo potrebbe spingersi sino in area 77,00.

Macro: domani seduta densa di appuntamenti importanti

Sul fronte macro, non ci sono stati dati macro rilevanti oggi negli Usa e in Europa in grado di muovere il mercato. Domani saranno invece rilasciati importanti dati che potrebbero avere un impatto sul mercato. Saranno infatti pubblicate le stime sul Pil del 1° trimestre di Francia, Germania, Portogallo e dell’area euro. Previsto anche l’indice Zew relativo al mese di maggio. Negli Usa le attenzioni si concentreranno sul tasso di inflazione di aprile, vendite al dettaglio, indice manifatturiero della Fed di New York e quello del comparto immobiliare Nahb.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund sopra 430 pb

Sul fronte governativo, buon esito dell’asta odierna dei Btp a 3 anni, assegnati per il massimo ammontare di 3,5 miliardi di euro. Buona la domanda (1,52 volte l’offerta), mentre i rendimenti sono rimasti pressoché stabili rispetto all’emissione precedente nonostante l’allargamento degli spread a cui abbiamo assistito nella seduta odierna. Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco si è portato a 430 punti base sulla scia delle tensioni proveniente dal fronte greco.

Commodity: dollaro forte penalizza comparto

Tra le commodity, continua a scendere l’oro in scia con l’apprezzamento del dollaro e con le tensioni sull’area euro. Il metallo giallo ha aggiornato i nuovi minimi a 1.555 dollari/oncia e il prossimo livello al ribasso passa per 1.525 dollari. Altro tonfo del petrolio che ora si colloca a 94,30 dollari/barile dopo aver trovato supporto odierno a 93,60, minimo da dicembre 2011.
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy