Focus

Riprendono le contrattazioni a Wall Street dopo la chiusura di ieri per la celebrazione del Martin Luther King’s Day. I principali indici di New York sono al momento poco mossi sia sulla scia di un deludente dato macro sul settore immobiliare (vendite di case esistenti di dicembre) che delle prese di profitto degli investitori dopo i recenti rialzi. Il Dow Jones ad esempio è arrivato a toccare una resistenza importante in area 13660 che potrebbe frenare gli acquisti e permettere una lieve correzione nel breve periodo.   Mercati europei in leggera flessione soprattutto a causa delle perdite di Francoforte. Nonostante il brillante indice ZEW di gennaio, pubblicato in mattinata, la Borsa tedesca è appesantita dal calo dei bancari (Deutsche Bank e Commerzbank tra tutti). Il ribasso è legato sia sulle indiscrezioni di un possibile profit warning da parte di Deutsche Bank sia al prossimo test sui grandi istituti tedeschi imposto dall’autorità di vigilanza tedesca, la BaFin (simulazione della divisione delle attività di banca commerciale con quelle relative all’investment banking).   Gli investitori sono ora in attesa delle trimestrali delle imprese statunitensi che saranno comunicate alla chiusura di Wall Street (Google e Texas Instruments).

Italia: Ftse Mib tocca nuovo record degli ultimi 18 mesi

A Piazza Affari il Ftse Mib continua a mostrare segnali di forza, toccando un nuovo massimo degli ultimi 18 mesi circa a 17770, che rappresenta il 50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai picchi 2011 e quindi un possibile ostacolo per il trend rialzista. I forti incrementi mostrati a gennaio potrebbero quindi comportare nelle prossime sedute una fisiologica correzione dell’indice italiano. Tuttavia flessioni fino a 17200 resterebbero compatibili con le nostre aspettative di crescita di breve. Tra i titoli bene Enel Green Power sulla scia di un upgrade. Vendite invece su Banca MPS sulla scia di perdite su derivati.

Valute:  eur/usd debole nonostante ZEW, yen si rivaluta

Sul fronte valutario, perde terreno l’euro/dollaro nonostante l’annuncio di un brillante indice ZEW. Il cambio è sceso al di sotto di 1,33 e sembra puntare i supporti compresi tra 1,3250/60. L’eventuale cedimento di tale sostegno avvalorerebbe il doppio massimo che si è creato a 1,34, creando i presupposti per un’estensione della flessione a 1,31 (proiezione dell’ampiezza della figura di inversione). Discorso ben diverso invece in caso di violazione al rialzo del limite di 1,34, preludio a un possibile attacco a 1,3486 e 1,3550. Da segnalare anche l’apprezzamento dello yen nonostante la decisione della BoJ di alzare il target sull’inflazione al 2% e di promuovere dal 2014 un piano senza scadenza di acquisto di titoli governativi. Riteniamo che i trader non abbiano apprezzato particolarmente il ritardo della strategia. Lo yen è stato poi sostenuto nel pomeriggio dalla reazione della Germania alle manovre giapponesi per svalutare la propria moneta, promettendo un confronto nel prossimo G-20. La guerra tra le valute incomincia a diventare sempre più calda.

Macro: brillante indice ZEW, delude il dato immobiliare USA

Sul fronte macro, l’indice di fiducia degli investitori tedeschi Zew a gennaio è salito a 31,5 punti dai 6,9 di dicembre. Si tratta del valore più alto da maggio 2010. Timido rialzo per la parte corrente (a 7,1 da 5,7 pt). I maggiori rischi per l’economia tedesca continuano a essere rappresentati dallo scenario attuale, mentre la parte prospettica lancia evidenti segnali di ripresa. Delude invece negli States il dato sul comparto immobiliare. Le vendite di case esistenti sono scese dell’1% a 4,94 mln di unità (consensus 5,10 mln di unità).

Titoli di Stato: Spagna bene asta di letras e buona raccolta di ordini per il titolo decennale

Sul fronte governativo, prosegue il momento positivo dei collocamenti spagnoli. L’agenzia del Tesoro del paese iberico ha assegnato titoli a brevissimo termine con rendimenti in calo e una forte domanda. Buoni risultati anche per la raccolta ordini del nuovo titolo decennale. Crediamo che il Governo di Madrid stia sfruttando il più possibile l’allentamento delle tensioni sulla crisi debitoria dei paesi dell’Europa periferica. Si allontana così anche la possibile richiesta di aiuti internazionali alla Troika.

Commodity: oro e petrolio in leggero rialzo

Tra le commodity, l’oro evidenzia un leggero incremento a 1692 dollari l’oncia. In verde anche il petrolio. Il cfd sul WTI light crude risale a 96,38 dollari al barile.

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist IG