Focus

Proseguono in frazionale calo gli indici statunitensi nonostante i buoni dati macro odierni. Il Dow Jones Industrial Average segna un -0,1%, l’S&P500 un -0,05% e il Nasdaq Composite un -0,1%. Scambiano in lieve rialzo i listini europei a poco più di mezz’ora dalla chiusura, con il FTSE 100 di Londra che sale dello 0,2%, mentre il Dax di Francoforte segna un +0,8% e il Cac di Parigi un +0,7%. Il mood sul mercato è migliorato dopo l’apertura di Wall Street. Questa sera gli operatori si concentreranno sulle dichiarazioni che potrebbero esserci a margine dell’Eurogruppo in programma a Bruxelles, dove verranno decisi gli aiuti alla Grecia. Alcuni membri sembrano allontanare la possibilità che questo accada già oggi. Questa sera le attenzioni si concentreranno anche sul discorso di Ben Bernanke che potrebbe dare segnali importanti in vista dell’ultimo meeting di politica monetaria di fine anno. La nostra sensazione è che la politica monetaria potrebbe intervenire ancora una volta a sostegno dell’economia reale, in vista del fiscal cliff di inizio 2013. Ci aspettiamo che la Fed potrebbe incrementare l’ammontare di titoli acquistati mensilmente a 80 miliardi di dollari, dagli attuali 40 miliardi. Forte calo per Hewlett-Packard (-12,2%) dopo i conti.

Italia: FtseMib, superamento 15.350 allontanerebbe scenario ribassista

A Piazza Affari il Ftse Mib prosegue in calo dello 0,2% a 15.288 punti. Continuiamo a vedere la soglia dei 15.000 punti come spartiacque per una correzione più accentuata con target 14.460 punti. Solo superamento dei 15.350 punti allontanerebbe uno scenario di questo tipo. Forti vendite su Exor (-3,5%) e Fiat (-4,9%) dopo le bocciature arrivate da Ubs. In controtendenza Fiat Industrial dopo la nuova offerta presentata per la fusione con Cnh. Cali diffusi tra i bancari dopo il forte rialzo di ieri. Particolarmente negative Banca Popolare di Milano (-2,8%), Banca Popolare dell’Emilia Romagna (-2,2%) e Ubi (-2%).

Valute: EurUsd, quadro tecnico rimane rialzista sopra 1,2770

Tra le valute, oscilla intorno all’1,28 l’euro/dollaro, che non è riuscito a portarsi sopra l’1,2830 intraday. Sulla moneta unica i movimenti potrebbero intensificarsi questa sera sulle dichiarazioni che arriveranno da Bruxelles. Il quadro tecnico rimane rialzista, almeno sino a che il cross resta sopra 1,2770, livello dove passa la media mobile a 200 ore. Al di sotto si avrebbe una sensibile perdita di spinta con target 1,2690 e successivamente 1,2660. Al rialzo, solo un superamento deciso di 1,2880 apre a un’accelerazione sino a 1,30. Perde terreno lo yen nonostante il nulla di fatto della BoJ questa notte. L’euro/yen ha toccato i nuovi massimi dal 4 maggio, mentre il biglietto verde si è spinto sino a 81,75, massimo dal 20 aprile.

Macro: mercato immobiliare si conferma in recupero

Sul fronte macro, ennesimo dato positivo è arrivato dal comparto immobiliare statunitense questo pomeriggio. L’apertura di nuovi cantieri edili a ottobre ha registrato un +3,6% (da +15,1% di settembre e +3% di agosto). In calo i permessi edilizi (-2,7%), dopo una crescita superiore all’11% del mese precedente. La nostra sensazione è che il mercato immobiliare, che è rimasto un po’ indietro nella prima parte dell’anno, sembra avere ora la forza di recuperare, mentre gli altri settori iniziano a sentire il peso del rallentamento. Domani verranno anticipati, causa Thanksgiving Day, gran parte dei dati rilasciati di norma il giovedì e il venerdì e questo potrebbe incrementare la volatilità sui mercati.

Titoli di Stato: attenzioni su asta Bund a 10 anni

Sul fronte governativo, buon esito per l’asta spagnola a 12 e 18 mesi questa mattina. L’ammontare collocato è stato superiore alla parte alta della forchetta prevista, con i rendimenti che sono migliorati soprattutto sulla parte più a breve. Maggior rilievo assumerà l’emissione di giovedì, quando saranno collocati titoli sino a 3,5 miliardi di euro a medio lungo termine. Domani il focus si concentrerà sull’asta Bund a 10 anni. L’osservato speciale sarà il bid-to-cover, non tanto i rendimenti che potrebbero rimanere poco sotto l’asta precedente.

Commodity: comparto consolida su recupero dollaro Usa

Tra le commodity, consolidano i guadagni sia l’oro che il petrolio dopo il recupero di ieri. Il metallo prezioso scambia a 1.732 dollari/oncia, dopo aver fallito il test dei 1.735 dollari ieri.  In calo anche il petrolio, con il Wti a 88,50 dollari/barile.

VINCENZO LONGO Market Strategist IG