Focus

Procedono in deciso calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con la chiusura dei listini europei. Il Dow Jones Industrial Average perde l’1,3%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -1,23% e l’S&P 500 un -1,12%. Brutta chiusura in Europa, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -2,2%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto segnare un -2,27% e il Cac di Parigi un -2,62%. Bruciano i rialzi delle ultime sedute i listini europei in vista all’Eurogruppo di questa sera. L’andamento odierno giustifica la nostra view secondo cui il rialzo di inizio settimana era associato a un rimbalzo tecnico più che a una vera e propria inversione del mood del mercato. Ci aspettiamo che i mercati continuino a mostrarsi perplessi e incerti fintantoché i leader europei non passino dalle parole ai fatti. Dopo il G-8, l’esito elettorale tedesco e greco, questa volta sono i mercati a puntare il dito contro la Germania e la politica di austerity del cancelliere tedesco, Angela Merkel. Intanto altri temi caldi si presentano all’orizzonte, con il referendum in Irlanda sul fiscal compact previsto per il 31 maggio.

Italia: Ftse Mib, incapacità tenuta 13.000 apre a ritorno minimi 2009

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 3,68% a 12.960 punti. L’incapacità per l’indice di tenere il livello dei 13.000 punti ripropone come obiettivo ribassista i minimi del 2009 a 12.400 punti. Pesanti tutti i bancari, con Monte dei Paschi che chiude in calo di oltre 7,6 punti percentuali. Male anche Intesa SanPaolo, Banco Popolare e Banca Popolare di Milano che cedono tutti oltre 4 punti. Tra le utility, tiene A2a (-0,35%), mentre Telecom Italia ha terminato in calo del 4,8%. Segnaliamo l’ottimo spunto di Premafin (+22,95%).

Valute: corre lo yen, cade l’euro

Tra le valute, brutti segnali arrivano dall’euro/dollaro. Il cross ha rotto con decisione l’1,2625, minimo dal 2012, aggiornando i nuovi minimi dal 13 luglio 2010, a 1,2565. La moneta unica subisce tutte le pressioni derivanti dalle tensioni dell’area euro. Recupera lo yen contro il dollaro statunitense e contro la moneta unica in scia al deciso ritorno dell’avversione al rischio nella seduta odierna. Il cambio euro/yen si è portato ai minimi da inizio febbraio sotto i 100,00, mentre quello usd/yen è a 79,30.

Macro: buoni segnali dal mercato immobiliare Usa

Sul fronte macro, migliori delle attese sono risultati le vendite di nuove unità abitative ad aprile, salite a 343.000 unità dalle 335.000 previste. Rivisto anche il dato precedente a 332.000 unità da 328.000. Segnali positivi arrivano anche dal lato dell’offerta, con lo stock in calo ad aprile rispetto a marzo a 5,1 milioni di unità.

Titoli di Stato: Germania, Bund verso nuovi minimi storici

Sul fronte governativo, il Tesoro tedesco ha emesso poco più di 4,5 miliardi di euro sullo Schatz a 2 anni con un rendimento dello 0,07%. Si tratta di un nuovo minimo storico. La Germania continua a beneficiare di questa situazione di tensione. Non abbiamo raggiunto la bottom area per i rendimenti visti gli eventi potenzialmente critici che si presentano all’orizzonte.

Commodity: petrolio verso i 90 dollari

Tra le commodity, pesante calo dell’oro che si approssima ai minimi della scorsa settimana a 1.538 dollari/oncia. Aggiorna i minimi del 2012 il petrolio, con il Wti che scende a 90,60 dollari/barile e vede ormai l’obiettivo psicologico dei 90 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy