Il positivo effetto sui mercati finanziari dell’esito delle elezioni in Grecia è durato solo lo spazio di meno di una mattina. Le buone probabilità che ad Atene si riesca a dare vita a un governo pro-euro si sono scontrate con nuove preoccupazioni provenienti dalla Spagna.

Nuovo record storico dei rendimenti per i Bonos

I mercati finanziari hanno risentito del nuovo record dei rendimenti dei Bonos spagnoli, saliti oltre al 7% fino a un massimo del 7,22%.

Il movimento sembra seguire le indiscrezioni riportate quest’oggi da El Confidencial sulle reali necessità del sistema bancario iberico. Gli istituti di credito spagnoli potrebbero infatti avere bisogno di più dei 100 miliardi di euro messi a disposizione dall’Unione europea. E’ quanto scrive El Confidencial sul suo sito internet citando indiscrezioni relative ai risultati delle analisi indipendenti condotte da Oliver Wyman e Roland Berger sul sistema bancario spagnolo e che verranno rese note giovedì prossimo. Il rapporto è stato commissionato alle due società indipendenti dalle autorità spagnole.

Il Ftse Mib italiano cede il 2,85% e lotta per la tenuta della soglia dei 13.000 punti. A Milano i ribassi più sostenuti interessano il settore bancario. In ritirata anche le Borse europee, che dopo un avvio tonico ora sono passate quasi totalmente in territorio negativo. L’Ibex35 di Madrid perde il 2,42% a 6.556 punti, il Cac40 cede lo 0,80% a 3.062 punti, mentre il Dax riesce a mantenere ancora il segno più, limitato però allo 0,06% (6.236 punti).

Piazza Affari fa peggio degli altri listini a causa dell’effetto dividendi, che oggi pesa sull’indice Ftse Mib per l’1,2 per cento. Staccano infatti la cedola alcuni “pesi massimi” come Intesa Sanpaolo, Terna ed Enel. L’indice delle blue chip italiane cede l’1,8% a 13.145 punti.

Si indebolisce anche l’euro, sceso sotto quota 1,26 dopo che nella notte la divisa unica era salita ai massimi a un mese sopra quota 1,27 dollari (massimo a 1,2747).