Dopo il tonfo di ieri delle borse europee ed il recupero nel finale di Wall Street che ha permesso di limitare le perdite dello S&P500 allo 0,16%, le borse asiatiche hanno vissuto oggi una seduta priva di una chiara direzione. AI cali del Nikkei (-0,5%) e dell’Hang Seng di Hong Kong (-0,5%) hanno fatto da contraltare il rialzo della borsa di Shanghai (+0,3%), mentre la borsa australiana ha chiuso invariata.

In Cina salgono i finanziari

La borsa cinese ha sovraperformato le altre borse della regione grazie ai positivi conti trimestrali annunciati da Industrial & Commercial Bank of China: con un incremento del 17% dell’utile netto grazie alle commissioni per servizi finanziari la società ha battuto le stime degli analisti ed è salita in borsa di quasi il 2%. Soprattutto, sono state smorzate le previsioni negative sui risultati aziendali che si erano intensificate ieri dopo i dati peggiori delle attese pubblicati da alcune società, tra cui ZTE, società produttrici di componenti per telefonini.

In Giappone, sono state colpite dalle vendite le società manifatturiere dopo che la produzione industriale nel mese di febbraio è andata molto peggio delle attese registrando una contrazione dell’1,2% rispetto al mese precedente contro attese per un rialzo dell’1,3%. Anche il rafforzamento dello Yen ha avuto un impatto negativo sull’indice. A Hong Kong sono scese le società immobiliari dopo che è stato arrestato il vice-presidente della Sun Hung Kai, in merito ad un’indagine per corruzione.