Dopo un inizio di seduta difficile sulla scia dei cali delle borse occidentali di ieri, i mercati asiatici hanno recuperato terreno chiudendo poco variate dopo che il Ministro delle finanze giapponese Jun Azumi ha paventato la possibilità di un intervento sul mercato dei cambi per bloccare il rialzo dello Yen. Il Nikkei è riuscito a limitare le perdite allo 0,2%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong e il Kospi Coreano sono riusciti a chiudere con un progresso rispettivamente dello 0,2% e dello 0,3%.

PMI cinese in recupero

Il Ministro Azumi ha spiegato che i recenti movimenti solo in una direzione dello Yen non riflettono i fondamentali dell’economia giapponese e che il Governo è pronto a intervenire sul mercato dei cambi per cambiare questa tendenza. Queste parole hanno fatto perdere terreno allo Yen. Nonostante questo, Nintendo, che realizza il 34% del fatturato in Europa, è arretrato dell’1,9% per i timori sulle prospettive dell’area Euro dopo il nuovo forte rialzo dei rendimenti governativi in Spagna e Italia e il taglio a negativo dell’outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo da parte di Moody’s. Sharp ha perso l’1,7% scendendo al minimo dal 1975 per le indiscrezioni su perdite superiore alle attese nel trimestre in corso.

In Cina, il preliminare del PMI manifatturiero di luglio calcolato da HSBC è salito al massimo da febbraio ma ha continuato ad indicare una contrazione per il settore nei prossimi mesi. I segnali di rallentamento dell’economia, che non dovrebbe recuperare nel breve nonostante politica monetaria espansiva della Banca Centrale, hanno spinto la borsa cinese al minimo dal 2009.