Le borse asiatiche hanno continuato questa mattina nel più lungo ribasso degli ultimi 14 anni sulla scia dei timori sulle prospettive dell’area Euro e per i segnali che l’economia cinese possa rallentare in maniera considerevole nei prossimi mesi. Forte è stata la flessione della borsa nipponica, con il Nikkei a -0,8%, di quella di quella di Shanghai, a -0,7%. Ha, invece, sovraperformato l’Hang Seng di Hong Kong, che ha chiuso in rialzo dello 0,5%.

Cadono gli investimenti diretti in Cina

Segnali preoccupanti per le prospettive dell’economia cinese sono arrivati dal calo degli investimenti diretti stranieri in Cina, scesi per il sesto mese consecutivo in aprile. L’economia cinese è attesa registrare nel 2012 il tasso di crescita minore degli ultimi 13 anni, con la politica monetaria espansiva adottata dalla banca centrale che potrebbe avere un impatto limitato nel breve.

A Tokyo hanno sofferto le società esportatrici, dopo che lo Yen si è rafforzato per buona parte della seduta contro il Dollaro statunitense. Sharp, ad esempio, ha perso oltre il 3%, mentre Pioneer ha perso l’1,2%. In calo in tutti i mercati asiatici si sono mosse le società finanziarie a seguito del downgrade di 26 banche italiane deciso ieri da Moody’s. La giapponese Nomura ha perso l’1,8% e in Australia Macquarie è arretrata del 3%.

Le risorse di base sono arretrate per i timori sullo scenario economico mondiale, in linea con il ribasso per il decimo giorno consecutivo delle quotazioni delle commodities. BHP Billiton è scesa dell’1,8% e Rio Tinto dell’1,3%.