L’economia giapponese è stata messa a dura prova dal terremoto e dal disastro nucleare che ne è seguito. La Cina ha acquistato titoli del debito americano e poi ha dovuto fa fronte ad un periodo molto difficile dal punto di vista economico e politico per gli Stati Uniti. E in borsa?

I listini orientali hanno subito degli scossoni, dovuti alla crisi di Wall Street ma anche alle decisioni degli investitori in merito alla stabilità espressa dall’Europa. In pratica, come ha detto un quotidiano economico molto importante, le borse asiatiche sono finite sull’ottovolante.

Nel giovedì segnato dal tentativo di rimbalzo di Milano, è stata degna di nota l’attenzione rivolta ai beni-rifugio di cui fanno parte, oltre all’oro, anche il dollaro australiano e lo yen. Il rimbalzo nel vecchio continente è stato trainato dalle performance tutto sommato positive di Tokyo.

Dopo un momento iniziale di disorientamento degli investitori che ha fatto perdere all’indice Nikkei almeno il 2%, c’è stato un timido segnale di ripresa che ha consentito di contenere le perdite di fine giornata dello 0,6 per cento. Lo yen ha raggiunto il traguardo storico del 76,25, Shangai e Seul hanno reagito positivamente agli stimoli del mercato.

Le banche coreane, per stimolare gli investimenti, hanno bloccato i tassi.