Ennesimo crollo dello Shanghai Composite Index, uno dei peggiori da quando il mercato azionario cinese ha iniziato a perdere terreno – ovvero dal mese di giugno. L’indice nella notte europea è arrivato a perdere l’8,5%, ed ha chiuso comunque con un significativo -7,3%. Tutti i guadagni delle borse cinesi per il 2015 sono andati in fumo. L’effetto a cerchi concentrici ha portato una correzione pesante anche delle altre borse asiatiche, e anche l’Europa non è messa bene: Milano in apertura sfiora il -4% – per poi risalire leggermente al -2,8%, mentre Londra cede il 2,6%, in linea con Parigi e Francoforte (-2,6%).

In molti si staranno chiedendo se questi movimenti delle borse asiatiche possano avere degli effetti in Europa. Al momento è difficile dare una risposta completa a questo interrogativo. Molto infatti dipenderà da quello che accadrà nelle prossime settimane. Potrebbe trattarsi solo di una robusta correzione dei mercati – e questo non avrebbe grosse ripercussioni nel Vecchio Continente se non in parte sugli indici di borsa europei, oppure potrebbe trasformarsi in qualcosa di peggiore. Una crisi di fiducia verso la leadership cinese potrebbe arrivare a mettere in dubbio i dati sull’economia più prospera del mondo, e modificare quindi le stime sulla crescita mondiale. La crescita del pessimismo potrebbe portare nuove ondate di speculazione sugli anelli deboli della zona Euro – e quindi a scommettere contro il debito pubblico italiano.

Per capire in che direzione stiamo andando basterà vedere quale sarà il comportamento della Federal Reserve in merito al previsto aumento dei tassi di interesse. Una stretta della Fed finirebbe sicuramente per aumentare l’instabilità dei mercati e quindi le tensioni. E in questo momento non ce n’è bisogno: il Vix (l’indice che misura la volatilità dei mercati, noto anche come l’indice della paura) ha registrato negli ultimi giorni un rialzo record del 118,47%.