I maggiori indici azionari asiatici hanno vissuto una seduta contrastata dopo che dal G-20 non sono emerse grosse novità con riferimento alla crisi europea: l’area Euro potrà vedere un maggiore impegno del FMI solo dopo che a sua volta avrà aumentato le risorse del fondo salva stati. Al forte rialzo della borsa di Shanghai (+1%), hanno fatto da contraltare il forte calo del Kospi Coreano (-1,4%) e della borsa australiana (-0,9%). Il Nikkei ha chiuso con un calo leggero (-0,1%).

Meno possibilità di un taglio dei tassi in Corea

La borsa coreana è stata fortemente penalizzata dalle attese che il rialzo del prezzo del petrolio possa impedire alla Banca Centrale di tagliare i tassi. Una politica monetaria più espansiva è resa più difficile anche dal balzo della fiducia delle imprese, che potrebbe anticipare una ripresa della crescita economica. Hyundai ha perso il 3%. Sulla borsa Australiana si sono fatti sentire i timori che la crescita economica a livello internazionale possa restare debole nei prossimi mesi per le conseguenze della crisi del debito in area Euro.

In Cina oggi si sono distinti i titoli automobilistici dopo che il Ministero della Tecnologia ha annunciato che nessuna compagnia estera è stata ammessa nella lista ufficiale delle società da cui gli enti governativi potranno acquistare autoveicoli. Il giro d’affari potrebbe essere vicino ai 13 miliardi di Dollari statunitensi. Il Nikkei ha beneficiato solo in parte della debolezza dello Yen, al massimo dallo scorso luglio contro il Dollaro statunitense.