I mercati asiatici hanno vissuto una seduta interlocutoria e priva di un trend definito sulla scia delle notizie che il governo Greco ed i principali partiti non hanno raggiunto un accordo completo sulle nuove misure di austerity e dell’inaspettato rialzo dal 4,1% al 4,5% dell’inflazione cinese, evento che ha ridotto le possibilità di assistere all’avvio  di una politica monetaria espansiva nel breve termine. Il Nikkei ha chiuso in ribasso dello 0,15%, così come la borsa australiana, mentre sono salite sia la borsa Coreana (+0,5%), sia quella cinese (+0,4%).

La borsa giapponese è stata penalizzata dai segnali di debolezza provenienti dall’economia, con gli ordini di macchinari crollati del 7,1% rispetto al mese precedente, il peggiore risultato degli ultimi tre mesi. Notizie negative sono giunte anche dalla società automobilistica Nissan, che ha smorzato gli entusiasmi sul settore dopo le buone anticipazioni sugli utili di Toyota annunciando utili operativi nel terzo trimestre inferiori alle attese degli analisti.

L’inatteso rialzo dell’inflazione cinese è stato spiegato dagli analisti con le distorsioni provocate dalle festività per il nuovo anno e non dovrebbe interrompere il trend al ribasso nei prossimi mesi. L’indice della borsa di Shangai è salito oggi grazie alle buone performance delle società che potrebbero beneficiare del rialzo dei prezzi, come i produttori di beni di consumo. È, inoltre, proseguito il rally delle società di costruzioni dopo che il Governo ha annunciato ieri di volere sostenere il mercato delle case a basso prezzo.

Sono, invece, state penalizzate le banche, che potrebbero risentire di una politica monetaria restrittiva più lunga delle attese nel caso il balzo dell’inflazione fosse confermato anche nei prossimi mesi.