La quinta seduta consecutiva in ribasso di Wall Street ha pesato sulle borse asiatiche, che a loro volta hanno chiuso per la sesta giornata in negativo. A preoccupare è la situazione dei paesi periferici dell’area Euro, ed in particolare della Spagna, dove la crisi del debito è tutt’altro che finita nonostante gli interventi di politica monetaria espansiva attuati dalla BCE negli ultimi mesi. Il Nikkei è arretrato oggi dello 0,7%, l’indice Hang Seng di Hong Kong dell’1,1%, mentre ha decisamente sovraperformato la borsa cinese, con l’indice della borsa di Shanghai che ha chiuso praticamente invariato.

Lo Yen si rafforza e penalizza il Nikkei

Oltre che dalla difficile situazione in Europa, la borsa giapponese è stata penalizzata anche dal rialzo dello Yen nei confronti delle principali valute internazionali. La valuta giapponese ha guadagnato terreno non solo per i movimenti di fly to quality da parte degli investitori internazionali, ma anche per la decisione della Banca centrale nipponica di non rendere più espansiva la propria politica monetaria al termine della riunione di ieri. Ne hanno risentito le società esportatrici. Sony, ad esempio, ha perso oltre il 4%.

La borsa cinese ha chiuso praticamente invariato dopo i cali degli ultimi giorni per le attese che i segnali di rallentamento dell’economia possano spingere le autorità politiche e monetarie ad implementare qualche misura di sostegno all’economia. Fondamentale sarà il dato sul Pil sul primo trimestre che sarà pubblicato venerdì e che è atteso in rallentamento all’8,4%.