È stata all’insegna del ribasso la prima seduta della settimana dei mercati azionari Asiatici, con il Nikkei in calo dello 0,8%, l’Hang Seng dell’1,3%, il Kospi dello 0,9% e Shanghai dello 0,7%. A penalizzare le borse sono state le deboli prospettive di crescita annunciate per l’economia cinese ed il rialzo del prezzo del petrolio.

In Cina PIL previsto a +7,5%

Il premier cinese Wen Jiabao nella testimonianza annuale al Parlamento ha stimato che la crescita economica dovrebbe assestarsi al 7,5%, il tasso più basso dal 2004 e ben sotto l’8% che era considerato l’obiettivo minimo. Il Premier cinese ha detto che il primo obiettivo è aumentare la domanda interna. Un segnale di rallentamento dell’economia è arrivato dal calo dell’ISM non- manifatturiero sotto la soglia di 50, valore che indica una contrazione del settore.

Le nuove stime governative ed il calo dell’ISM hanno alimentato le aspettative che il Governo e, soprattutto, la Banca Centrale possano introdurre delle misure per stimolare la crescita, limitando le perdite. Un segnale di rallentamento per l’economia cinese sarebbe anche l’andamento delle vendite di auto, che gli analisti stimano nei primi due mesi dell’anno in ribasso del3% rispetto all’anno precedente.

I mercati sono stati penalizzati dal rialzo del prezzo del petrolio, salito dello 0,2%, per le tensioni sul programma nucleare iraniano, con la vittoria di Khamenei alle elezioni che potrebbe rendere la posizione dell’Iran ancora più intransigente, e per un incidente ad una raffineria in USA.