Partenza in calo per le Borse europee, compresa Milano, in scia alla chiusura negativa di Wall Street e di Tokyo. L’incertezza dell’esito delle elezioni presidenziali in America, che secondo gli ultimi sondaggi si profilano come un testa a testa tra l’attuale presidente Barack Obama e lo sfidante Mitt Romney e una possibile diversità di colore politico tra Camera e Senato, alimenta tra gli investitori un atteggiamento di cautela.

In avvio a Londra l’indice Ftse segna un calo dello 0,59% a 5834 punti, mentre a Francoforte il Dax cede lo 0,71% a 7311 punti. Male anche Parigi, con il Cac40 in ribasso dello 0,80% a 3464 punti. Ma la peggiore è Madrid, con l’indice Ibex35 che perde l’1,20% a 7874 punti. A Piazza Affari, l’indice Ftse Mib cede lo 0,50% a 15.690 punti, sotto il peso dei titoli bancari che risentono del ritorno dello spread in area 350 punti base.

Si apre oggi una settimana cruciale sul piano economico e politico, con le elezioni presidenziali in America, in agenda martedì 6 novembre, ma non solo. Oggi, alla vigilia delle elezioni, terminerà l’incontro delle prime 20 economie mondiali in Messico per chiedere a gran voce agli Stati Uniti di fermare il processo del fiscal cliff, la cosiddetta “rupe fiscale”. Gli automatismi nei tagli alle spese e i contemporanei aumenti nelle tasse statunitensi preoccupano il mondo, per l’impatto che un simile processo potrebbe avere sull’economia americana ma anche su quella mondiale, in particolare quella in difficoltosa ripresa del Giappone e quella già fragile dell’Europa.

E proprio in Europa risuonano ancora forti le parole del cancelliere tedesco, Angela Merkel, secondo cui ci vorranno più di cinque anni per superare l’attuale crisi economica. Rimane intanto ancora irrisolto il caso Grecia. Questa settimana ad Atene si discuterà delle legge di bilancio 2013 e i tagli necessari ad accedere agli aiuti internazionali, compresa la riforma del lavoro. La decisione risolutiva dovrebbe arrivare solo la prossima settimana, con la riunione dell’Eurogruppo del 12 novembre e la documentazione definitiva della troika.

Da non dimenticare tra gli appuntamenti cruciali di questo inizio mese la riunione della banche centrali. Giovedì 8 novembre, infatti, la Bank of England e la Banca centrale europea annunceranno la decisione sui tassi di interesse. Per entrambe, il consensus di mercato è di una conferma ai livelli attuali. E sempre giovedì si apriranno i lavori del XVIII Congresso del Partito comunista cinese, che segnerà l’inizio della transizione di potere nella terra del Dragone. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, i candidati favoriti a guidare la superpotenze asiatica per i prossimi dieci anni sono Xi Jinping, in corsa per occupare la poltrona di segretario del Partito e presidente della Repubblica, e Li Keqiang, che potrebbe diventare il nuovo premier dopo Wen Jiabao.