L’approvazione della manovra, l’aveva detto anche il futuro presidente della BCE Draghi, non era una questione politica, ma un passaggio necessario per fare un’iniezione di fiducia ai mercati e ritoccare in su gli indici di borsa che hanno subito le vendite nel venerdì nero.

La coesione nelle dichiarazioni di Tremonti e Draghi, ha avuto un effetto immediato sui titoli azionari del Belpaese, tanto che a metà giornata di ieri, Piazza Affari segnava un trend di crescita timido ma costante. La rimonta è arrivata infatti al 2%.

Ad essere acquistati, e qui si capisce la svolta del mercato, sono stati i titoli degli istituti di credito e in particolare di Unicredit e Intesa San Paolo.

Per dare fiducia ai consumatori, Mario Draghi, in un intervento all’Abi, ha confermato i buoni risultati delle prime cinque banche italiane, negli stress test. I risultati degli omologhi test europei si attendono per venerdì.

Ad ogni modo, nella “classifica” italiana, i titoli delle banche nostrane hanno un Core tier 1 dell’8,6%. Quest’attribuzione conferma la stabilità patrimoniale degli istituti che si avviano ad ottemperare agli obblighi di Basilea III.

Tremonti ha contribuito a rasserenare i mercati, smentendo le voci che circolavano sul suo ritiro. Il ministro dell’Economia ha confermato infatti che non si dimetterà.