Nell’Italia della crisi tutto è commerciabile, tutto ha un prezzo. Anche i borghi medioevali messi in vendita su ebay. L’iniziativa ha scatenato le ire di molti, la rassegnazione di alcuni e un coro di soddisfazione per altri. Io mi pongo tra quelli che approvano l’iniziativa. Il perchè è semplice: meglio la morte di un sito o la sua rinascita e valorizzazione?

A prescindere dalle opinioni personali, gli annunci su Ebay ci sono davvero, e non sono delle burle mal riuscite come alcuni avevano pensato. Non si tratta nemmeno della più classica bufala da web (leggi qua la grande bufala sulla storia dell’arte nelle scuole), che spesso viralmente conquista i social network. Si tratta di veri borghi alpini piemontesi, posti ai piedi del Gran Paradiso, oramai abbandonati a se stessi, con un patrimonio immobiliare di tutto rispetto che aspetta solo di esser valorizzato dai prossimi acquirenti.

Dopo sole tre settimane dall’inserimento degli annunci sul portale Ebay, l’UNCEM Piemonte (Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani) responsabile della gestione dell’operazione, snocciola i primi dati sull’operazione. E i risultati ci dicono che sono arrivati contatti da Stati Uniti, Australia, Emirati Arabi, Qatar e ovviamente dai ricconi della vecchia unione sovietica. Dall’Italia qualche piccolo segnale da Milano e Firenze: poca roba, se rapportata ai contatti esteri.

L’obbiettivo dell’operazione è quello di recuperare un patrimonio che senza investimenti esteri, rischia di crollare su stesso, oltre al guadagno commerciale della vendita. Dalle email di contatto emerge però la preoccupazione da parte dei papabili investitori stranieri, sugli iter burocratici italiani, sulla mancanza di un piano effettivo di intervento. Per il momento siamo alla fase “conoscitiva”, ma a breve i piemontesi contano di ricevere le prime vere offerte in soldoni. Tra i comuni interessati Calsazio.

Se salvare il nostro patrimonio significa cercare investitori straniera, allora l’operazione è una delle migliori pensate in Italia a proposito di salvaguardia artistica. Ben diverso sarebbe invece abbandonare i paesini nelle mani di ricchi speculatori, senza scrupoli. Quindi l’operazione è da gestire in maniera corretta e sensata, senza intrappolare l’investitore nella fitta rete burocratica italiana o al contrario, nelle larghe maglie dell’indifferenza gestionale di tecnici e commissioni comunali.

photo credit: Uberto via photopin cc

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