Nei primi sei mesi dell’anno le ore di cassa integrazione hanno superato il mezzo miliardo. Lo ha rivelato ieri il rapporto di giugno dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale sulla base dei dati INPS. In cassa a zero ore vi sono oltre 500 mila lavoratori, con un taglio del reddito per oltre 2 miliardi di euro. L’incremento rispetto ai primi sei mesi del 2011 è del 3,16%.

Impennata dalla cassa ordinaria

Nei primi sei mesi dell’anno è stato registrato un boom della cassa integrazione ordinaria, salita del 41%. Il segretario confederale della Cgil, Elena Lattuada, sottolinea come questo sia un “segnale inequivocabile di come il sistema produttivo non si attenda a breve una ripresa produttiva”. La dirigente sindacale osserva anche che “c’è un inquietante assestamento della crisi su livelli estremamente negativi, peggiori di quelli dello scorso anno, con un trend nella richiesta di ore che mira al miliardo anche per il 2012”. Per questi motivi Lattuada dice che ”non è più eludibile l’adozione di una strategia di politica industriale: serve un deciso cambio di rotta, in netto contrasto con le politiche rigoriste e recessive fin qui adottate”. Sono più di un milione i lavoratori coinvolti in qualche modo nei provvedimenti di cassa integrazione.

Giugno è stato il terzo mese con il più alto ricorso alla cassa tra gli ultimi dodici e, a livello geografico, la Lombardia è la regione che registra il maggiore ricorso alla cassa integrazione. Aumentano le domande di ristrutturazione aziendale (135 per un +14,53%), pari al 4,64% del totale, mentre le domande di riorganizzazione aziendale sono 146, ovvero il 5,06% del totale. Insomma, sottolinea il rapporto, “i percorsi di reinvestimento e di rinnovamento strutturale migliorano leggermente ma continuano ad essere una percentuale bassa”, solo il 9,70% del totale dei decreti.