A fronte di una diminuzione delle imprese che fanno capo a lavoratori autonomi italiani, prendono piede le imprese cinesi in Italia.

Una recente indagine della Cgia di Mestre, mette in luce i problemi e i vantaggi per l’economia del Belpaese legati al proliferare di imprenditori asiatici. Il primo punto che si affronta è la reazione degli imprenditori cinesi alla crisi economica che attanaglia l’Europa e il Belpaese.

A quanto pare queste realtà aziendali non risentono dei tagli e dei provvedimenti inseriti nella manovra economica, tanto che si sospetta l’invisibilità delle imprese cinesi rispetto al fisco.

La Cgia di Mestre, partendo proprio da questo limite analitico, ha stilato un report sulla crescita delle imprese con un confronto tra imprenditori italiani ed imprenditori cinesi.

E’ emerso che rispetto al 2009, mentre la crisi ha tagliato la voglia di fare impresa dei nostri connazionali di 0,4 punti percentuali, le imprese cinesi invece hanno trovato nuova linfa registrando un +8,5 per cento.

La crescita delle aziende straniere è avvenuta in modo esponenziale. La presenza cinese in Italia, in otto anni circa, quindi dal 2002 al 2010 è aumentata del 150,7 per cento.

Quel che il segretario della Cgia sottolinea è che i cinesi si concentrano in poche zone d’Italia creando qualche problema alle realtà imprenditoriali locali. Non tanto per la concorrenza quando per gli stratagemmi messi in campo per non ottemperare agli obblighi fiscali, eludere i sistemi di sicurezza sul lavoro, eccetera.