Nel mare magnum dei bonus che dovranno essere tagliati per la manovra finanziaria che, stando alle dichiarazioni di Tremonti, dovrebbe consentire al governo di raggiungere il pareggio del bilancio in appena due anni, ci sono tante agevolazioni che se tagliate potrebbero generare malcontento tra i cittadini.

È chiaro che in un momento di crisi economica uno sforzo è richiesto a tutti e anche insistere su quelle misure che alleggeriscono la pressione fiscale di cittadini e aziende, diventa pressoché necessario.

Per questo il tavolo tecnico ha circoscritto un perimetro invalicabile di deduzioni, detrazioni e agevolazioni che non dovrebbero essere toccate.

Chiaramente l’ultima parola spetta al Governo e sarà data a fine settembre. Fatto sta che alcune misure rientrano nel macroinsieme del welfare e i tagli su queste non possono essere facilmente “tollerati” dai cittadini.

Facciamo qualche esempio. Nei 48,7 miliardi di bonus da tagliare ci sono le agevolazioni sull’abitazione principale che riguardano sia l’Ici, sia l’Irpef, ma anche la detrazione degli interessi sui mutui, la detrazione delle spese di ristrutturazione (36%) e la detrazione sul risparmio energetico (55%).  Il che vuol dire che tra qualche anno, i cittadini proprietari di una casa torneranno a pagare una tassa annua per il possesso del bene immobile.

E poi c’è tutta la serie di bonus che riguardano la detrazione per le spese mediche, che interessano circa 24,2 milioni di contribuenti.