Non si può certo dire che le famiglie non stiano a cuore al governo visto che nella classificazione dei bonus da tagliare e di quelli da tenere, rientrano soprattutto le agevolazioni per le famiglie e per i lavoratori.

Ci sono però un gruppo di deduzioni e detrazioni che sono entrate nel mirino del tavolo tecnico e che hanno ottenuto un rating così basso da farne intravedere il taglio. A parte il fatto che abbiamo fanno nostro un gergo da agenzie private, di fatto c’è che i 72,4 miliardi di agevolazioni per lavoratori, famigliari a carico e pensioni, saranno conservate.

C’è poi un gruppo di agevolazioni, soprattutto imposte indirette, che probabilmente saranno oggetto della sforbiciata economica del Governo. In questo insieme ci sono l’Iva, alcune imposte sull’acquisto della prima casa e una serie di esenzioni su assicurazioni e vitalizi.

Infine ci sono i bonus tagliabili che valgono ben 48,7 miliardi di euro. In questo insieme rientrano una serie di agevolazioni che gli esperti di economia inseriscono nelle macrocategorie welfare, contrasto all’evasione, riduzione del carico fiscale sulle imprese. Perché?

Perché tra i bonus tagliabili ci sono: ritenute alla fonte su interessi, rendite e plusvalenze, abbattimento del cuneo fiscale, esenzione Ici sull’abitazione principale, la deduzione Irpef sull’abitazione principale, la detrazione per spese mediche, la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie, la detassazione dei premi di produttività, la deduzione forfettaria sui canoni di locazione, la detrazione sugli interessi dei mutui casa, l’imposta sostitutiva sulle operazioni straordinarie, la detrazione sul risparmio energetico e il prelievo ridotto sui carburanti per uso agricolo.