Il Bonus bebè, o assegno di natalità è un assegno annuo che spetta ai nuclei famigliari per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017, a patto che il genitore richiedente abbia ISEE non superiore a 25.000 euro annui, da corrispondere mensilmente fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato. Il riferimento normativo è l’art.1, commi da 125 a 129, della Legge di Stabilità 2015 (Legge 23 n.190/2014) e al DPCM 27 febbraio 2015 con il quale sono state adottate le relative disposizioni attuative.

Tra i requisiti per accedere all’agevolazione fiscale, dunque, non solo la cittadinanza italiana o UE (in caso di cittadino di Stato extracomunitario sono richiesti il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di cui al riformato articolo 9 del Decreto Legislativo n.286/1998 e successive modificazioni o lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria), la residenza in Italia e la convivenza con il figlio, ma anche un ISEE del nucleo familiare di appartenenza del richiedente, o del minore nei casi in cui lo stesso faccia nucleo a sé, al momento di presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, non superiore a 25.000 euro annui.

L’ISEE di riferimento è l’ISEE minorenni del bambino per il quale si richiede l’assegno.

Per poter richiedere il Bonus bebè è necessario pertanto presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ai sensi del D.P.C.M. n. 159/2013 nella quale, nel nucleo familiare indicato, sia presente il figlio nato, adottato, o in affido preadottivo per il quale si richiede l’assegno.

Il termine di validità di ogni DSU scade il 15 gennaio dell’anno successivo a quello della sua presentazione, ogni anno occorre presentarne una nuova che confermi la permanenza dei requisiti richiesti, pena la sospensione del beneficio fino a nuova presentazione della DSU.

Fonte: INPS.