Il comma 688 della stessa Legge di Stabilità 2013 – per intenderci quella firmata dal governo Letta – stabiliva che: “A decorrere dall’anno 2015, i Comuni assicurano la massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro richiesta, ovvero procedendo autonomamente all’invio degli stessi modelli“.

Questa norma ha fatto pensare a molti contribuenti che i comuni fossero obbligati all’invio dei bollettini precompilati relativi alla Tasi per l’anno in corso. Una previsione che si è rivelata sbagliata, perché la legge di Stabilità non ha stabilito conseguenze negative per i comuni che non inviano autonomamente o su richiesta del contribuente i bollettini relativi alla Tasi, e quindi la disposizione contenuta nel comma di cui vi abbiamo detto rischia di rimanere lettera morta.

Questa consapevolezza non ci deve abbattere. Può comunque convenire fare una visita agli uffici del comune di appartenenza che si occupano dell’imposta e fare una richiesta in tale senso – in alternativa si può sempre inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno. Sul tema bisogna sempre ricordare che se paghiamo in ritardo o non completamente la Iuc – la Tasi è una componente di questa imposta – ci toccherà pagare una sanzione del 30% – il discorso ovviamente va esteso anche a Tari ed Imu. E in questi casi non si può addurre come motivazione l’errore di qualcun altro.