Il Bollettino mensile della Banca Centrale Europea ha ribadito i motivi dietro la decisione di lasciare i tassi fermi all’1% in occasione della riunione del 6 giugno. La BCE ha sottolineato come l’inflazione dovrebbe restare sopra il 2% per il resto dell’anno prima di scendere sotto tale livello nel 2013 mentre la crescita economica resta debole. Le autorità di Francoforte hanno sottolineato come “l’accresciuta incertezza grava sul clima di fiducia, dando luogo a maggiori rischi al ribasso per le prospettive economiche”.

Riviste le stime dello staff su crescita ed inflazione

Il Consiglio direttivo ha sottolineato che l’evoluzione dei prezzi permane in linea con la relativa definizione di stabilità nell’orizzonte rilevante per la politica monetaria e che “le aspettative d’inflazione per l’economia dell’area dell’euro continuano a essere saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo”. Con riferimento alla crescita economica, la BCE ha ribadito come “gli indicatori disponibili per il secondo trimestre segnalano un indebolimento della crescita e mettono in luce un contesto caratterizzato da incertezza”. Però, “su un orizzonte temporale più lungo il Consiglio direttivo seguita ad attendersi che l’economia dell’area dell’euro registri una graduale ripresa”.

Le proiezioni economiche degli esperti dell’Eurosistema prevedono una crescita annua del PIL in termini reali compresa tra il -0,5 e lo 0,3% nel 2012 e tra lo 0,0 e il 2,0% nel 2013. L’inflazione è stimata tra il 2,3 e il 2,5% nel 2012 e tra l’1,0 e il 2,2% nel 2013.