Quanto spendiamo per illuminare e scaldare le nostre case? Secondo L’Istat gli italiani hanno speso  complessivamente più di 42 miliardi di euro per compiere queste due azioni. Se dividiamo questa cifra per il numero delle famiglie italiane otteniamo un costo medio di 1.635 euro all’anno – più di uno stipendio medio. E ovviamente secondo il nostro istituto stastistico la spesa cambia a seconda della zona in cui viviamo, per cui tra Nord e Sud c’è un differenziale del 30%. Tradotto in cifre significa che al Nord est ed al Nord ovest abbiamo una spesa media rispettivamente di 1.872 e 1.790 euro, mentre al Sud non si arriva a 1.400 euro – ci si ferma a 1.387 euro.

Come sempre il Centro si prone a meta strada fra Nord e Sud, visto che supera i 1.500 euro. La top ten delle regioni più spendaccione in questo  vede al primo posto la Valle d’Aosta (2.000 euro l’anno), seguita da Emilia Romagna e Veneto (circa 1.900), Lombardia e Piemonte (entrambe superano la spesa di 1.800 euro). Dalla parte opposta della barricata troviamo la Sicilia (1.260 euro l’anno), e poi Campania (1.350 circa), il Lazio e la Puglia (intorno ai 1.400) e la Calabria (poco sopra i 1.450 euro).

Come sottolinea l’Istat “La spesa media per consumi energetici è connessa alla dimensione familiare“, ovvero si passa dai 1.358 euro di una famiglia monocomponente ai “2.102 euro dei nuclei con 5 o più componenti“. Il fatto che ci siano economie di scala si comprende perché “una famiglia composta da 5 membri spende in media annualmente solo il 55% in più rispetto a una famiglia monocomponente“.

L‘Istat fa un passaggio scontato rilevando come le famiglie con anziani spendano leggermente di più rispetto a chi al suo interno persone più giovani – con ogni probabilità a causa di un più intenso utilizzo del sistema di riscaldamento. La presenza dei figli determina un aumento della spesa che è legato soprattutto all’aumento della dimensione familiare. Da rilevare infine come “Le famiglie monogenitore si attestano su livelli di spesa media più in linea con quelli delle coppie senza figli, che non dei nuclei con figli“.

Quasi la metà degli euro spesi viene utilizzata per comprare metano, mentre un altro 35,5% della spesa energetica – e il 45% al Sud – è dovuta all’acquisto di energia elettrica.

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