Qualche mese fa il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato aveva immaginato che dai provvedimenti del governo sarebbero arrivati risparmi per tre miliardi di euro per gli italiani. Della serie parole, parole, parole… Ora il tema rispunta in una versione ridimensionata – lo sconto sarà di 850 milioni di euro – ad opera direttamente del premier Enrico Letta. Si tratta di un intervento combinato che vorrebbe far scendere diverse componenti del costo finale dell’energia: dagli oneri sulle bollette che servono per finanziare le rinnovabili, l’implementazione della tariffa multioraria per attutire i picchi di richiesta dell’elettricità, o quelli per sostenere le nuove infrastrutture di stoccaggio del gas.

Difficile dire quando arriverà il varo del provvedimento – visto che ci sono stati ripetuti rinvii nelle ultime settimane. E qualche dubbio c’è pure sull’efficacia delle misure messe in campo, senza parlare del fatto che poi bisognerà tradurre molti dei provvedimenti in legge attraverso una delega che dovrebbe essere attribuita al governo. il quadro però è ancora nebuloso, per esempi si vorrebbero rimodulare gli incentivi alle rinnovabili  in cambio di agevolazioni sull’ammodernamento degli impianti per un valore di 250 milioni.

Verrebbero poi annullati una parte dei programmi di ampliamento degli stoccaggi nazionali del gas, mentre sulla rimodulazione delle tariffe biorarie - c’è da considerare che la prelazione data alle rinnovabili renderebbe più care le tariffe notturne, ovvero quelle che dovrebbero essere scontate…

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