Secondo i dati elaborati dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), le misure prese dal governo Renzi per la riduzione degli oneri di sistema prevista dal Decreto Competitività e ad altri provvedimenti, dovrebbero garantire un risparmio di circa 2,7 miliardi di euro sulle bollette elettriche delle famiglie e delle imprese. A questo primo risparmio, secondo il ministero dovrebbero seguire “ulteriori riduzioni della spesa” che deriveranno dal pacchetto a favore delle piccole e medie imprese e da altre misure su componenti regolate della bolletta – oltre che da interventi a favore della concorrenza sul mercato elettrico.

Una nota del ministero va nel dettaglio, specificando che “per le imprese il minore esborso determinato dal ‘taglia bollette’ ammonterà a 910 milioni mentre per le famiglie sarà pari a 313 milioni. Le ulteriori misure varate impatteranno positivamente per 771 milioni sulle aziende e per 694 milioni sui consumatori“.

Sul taglio delle bollette elettriche è arrivato poi anche un commento del ministro Federica Guida, secondo cui, i numeri sono “molto positivi: i provvedimenti attuati per incidere sui costi energetici delle imprese insieme ai segnali molto incoraggianti che arrivano dagli investimenti in nuovi macchinari rappresentano un’ulteriore prova che le scelte del governo per aumentare la competitività delle imprese vanno nella giusta direzione“.

Oltre alla riduzione degli oneri di sistema bisogna considerare anche l’impatto determinato dal calo dei prezzi dei combustibili impiegati per la produzione elettrica e dalla riduzione del costo del dispacciamento. Questi due fenomeni dovrebbero, secondo l’Autorità per l’Energia elettrica e il gas, ridurre la spesa di una famiglia tipo di circa il 3% nel primo trimestre. L’impatto sulla competitività sulle bollette elettriche delle imprese dovrebbe essere superiore. Si valuta un calo nell’ordine del 8-10% – ovviamente bisogna considerare differenze, anche sensibili, tra impresa ed impresa.

Tradotto in soldoni, si tratterebbe di un risparmio medio – su base annua – di 740 euro per le 845.000 imprese in bassa tensione, e di circa 10.500 euro su base annua per le 100.000 imprese in media tensione non energivore.

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