Per gli alluvionati di Genova oltre il danno anche la beffa? Parrebbe di sì, almeno stando a quanto riportato dagli uffici di Confesercenti, che negli ultimi giorni avrebbero ricevuto decine di segnalazioni, e da quanto riferito da un commerciante, colpito pesantemente dall’ultima ondata di maltempo. L’indignazione dei cittadini sarebbe stata causata dall’eccessivo consumo di acqua, che gli stessi hanno utilizzato per ripulire i locali colpiti dalle inondazioni, e che ora rischia di tramutarsi in salasso economico. Ma come mai?

Ebbene, stando a quanto riferito, la società incaricata della gestione del servizio idrico a Genova, la Mediterranea delle Acque, non avrebbe predisposto alcuno strumento per poter certificare che l’eccesso di uso di acqua è stato provocato da una situazione di emergenza, non prevista e non provocata dai cittadini. Questi ultimi temono dunque che le prossime bollette dell’acqua diventino dei veri e propri salassi. Il che si tramuterebbe anche in un’ingiustizia sociale: non solo alluvionati ma anche oberati da tasse che in situazioni normali non sarebbero state dovute.

In attesa di notizie ufficiali che possano essere di sollievo per tutti coloro che hanno subito ingenti danni, il sindaco di Genova – Marco Doria – e il Presidente della Regione Liguria – Claudio Burlando – si sono recati a Roma per ottenere lo stato di emergenza nazionale per il capoluogo ligure e per verificare che la dichiarazione dello stato di calamità conseguito all’alluvione venga messo all’ordine del giorno dal Consiglio dei Ministri che si terrà domani.

Nel fattempo però, è stata resa nota la notizia che al fondo di due milioni di euro stanziato dal Comune di Genova per azzerare le tasse locali agli alluvionati, si sono aggiunti circa trentamila euro di donazioni private.

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