Dopo i titoli immobiliari anche i titoli web sembrano entrati in un vortice di un’enorme bolla finanziaria. Un po’ com’è successo a Facebook, adesso anche altri titoli legati al mondo digitale, sembrano essere finite nel burrone. Diamo un’occhiata a Wall Street. 

I titoli legati al mondo del web sembrano godere di una sfortuna fuori dal comune. Ad iniziare proprio da Facebook. Il titolo dell’azienda di Menlo Park è partita con una quotazione record per poi perdere a tempo record la maggior parte del suo valore.

Oggi Zuckerberg si lecca le ferite dopo essere uscito dai primi dieci uomini più potenti della terra e dopo aver visto perdere un sacco di valore alla sua azienda. Qualche investitore ne chiede anche la testa. Ma non è il solo ad essere stato vittima di una bolla speculativa.

In passato molti titoli telefonici, al debutto, vedevano decuplicare il valore delle azioni in pochi giorni sulla scia dell’entusiasmo degli acquirenti.  Facebook non ha suscitato alcun entusiasmo, fin dall’inizio, contrariamente alle previsioni legate alla considerazione del successo del social network su internet.

Come Facebook, dunque, in borsa se la passano male anche TripAdvisor, il sito web dedicato al mondo dei viaggi e del turismo che fa registrare perdite del 22,8% e poi c’è lo stesso Netflix che vende programmi tv e film in streaming sul web ed ha perso il 20 per cento del suo valore.