Ieri, nel giorno della festa del lavoro, in quello che alcuni cronisti hanno definito ormai un appuntamento fisso, il presidente Boliviano Evo Morales ha annunciato una nuova nazionalizzazione: si tratta della compagnia Transportadora de Electricidad S.A. (TDE), di proprietà di Red Electrica Internacional, filiale del gruppo spagnolo Red Electrica, che ora passerà per il 100% sotto il controllo statale. Morales ha anche ordinato alle forze armate l’occupazione della sede dell’azienda a Cochabamba. 

Spagna avvisata all’ultimo momento

Morales ha spiegato la decisione con l’inadeguatezza degli investimenti locali della compagnia, lo stesso pretesto usato dal Governo Argentino per la nazionalizzazione della YPF, società controllata dalla compagnia petrolifera spagnola Repsol. La filiale boliviana TDE vale l’1,5% del fatturato di Ree che nel paese ha investito circa 80 milioni di Euro.

Il presidente Boliviano ha spiegato che la politica del governo è volta a recuperare il controllo e la gestione delle compagnie strategiche, tra queste, la TDE. Morales ha aggiunto: “Per chiarezza verso l’opinione pubblica, nazionale e internazionale, questa compagnia era nostra e ora stiamo nazionalizzando qualcosa che ci apparteneva”.

Pur sottolineando la differenza con il recente caso YPF in Argentina, il governo spagnolo ha fatto sapere di non aver gradito la decisione, che mina la fiducia nel Paese proprio nel momento in cui si dovrebbero attirare gli investitori stranieri. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais la Spagna sarebbe stata avvisata solo tre ore prima dell’annuncio ufficiale dell’intenzione del presidente Boliviano.