L’Economist prova a tracciare un bilancio di questa estate finanziaria molto anomala. Si tirano le somme adesso, mentre sappiamo che a livello naturale mancano ancora tre settimane all’ingresso dell’autunno, ma l’estate finanziaria è già stata archiviata. 

Le previsioni legate all’estate finanziaria erano pessime ma i risultati sono stati a dir poco entusiasmanti. In effetti a dispetto dei dati negativi, secondo l’Economist è stata una buona estate e tutto sembra andare contro le regole predittive.

Il fatto è che tutti i dati economici degli ultimi mesi sono negati e paesi un po’ in difficoltà come l’Italia, sono stati associali ad uno stato di recessione. Anche le economie più solide hanno vacillato, lo sa bene al Germania che si è vista minacciare un taglio del rating, ha dovuto incassare un downgrade dell’outlook ed ha dovuto fare i conti con una crescita molto lieve.

L’impero di Angela Merkel, infatti è cresciuto a ritmi molto lenti, prossimi allo zero. Una cosa, questa, che non succedeva dal 2009. Tutti i paesi dell’area euro, in generale, hanno subito una battuta d’arresto e il brutto è che la recessione non interessa più soltanto i paesi ricchi.

Anche le economie emergenti, come il Brasile, sono in difficoltà rispetto alle previsioni di crescita.