Le borse statunitensi hanno festeggiato ieri le parole del presidente della Fed Bernanke secondo cui una politica monetaria espansiva è ancora necessaria per aiutare il mercato del lavoro. Lo S&P500, grazie ad un incremento dell’1,39% è salita ben sopra la soglia dei 1400 punti ed ha registrato il nuovo massimo dal 2008, oltre che essersi avviato verso la migliore performance trimestrale dal 1998. Il Nasdaq ha ancora una volta sovraperfomato, chiudendo in rialzo dell’1,78% mentre il Dow Jones industrial è salito dell’1,23%.

Fed preoccupata dall’elevata disoccupazione

Bernanke, in un discorso sul mercato del lavoro a Washington, pur dicendosi contento del calo all’8,3% del tasso di disoccupazione in febbraio, ha evidenziato come le condizioni del mercato del lavoro siano ancora lontane dall’essere normali e ha detto che un’ulteriore sostegno dalla politica monetaria potrebbe essere necessario. Queste dichiarazioni hanno rafforzato le attese degli economisti che un ulteriore allentamento quantitativo potrebbe essere deciso nei prossimi mesi.

Tutti i principali gruppi che compongono il mercato sono saliti. Tra i singoli titoli Boeing e Citigroup sono saliti dell’1,64% e dello 0,8%% rispettivamente. Le società farmaceutiche hanno registrato un buon progresso, con Pfizer a +1,6%. Il calo inaspettato delle vendite di case già possedute, invece, non ha avuto un grosso impatto sulle società immobiliari, il cui indice di riferimento è avanzato dell’1,2%, nonostante questo dato abbia aumentato i timori che la ripresa del settore immobiliare possa non essere così imminente come sperato dal mercato.