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Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi dopo un’apertura in calo. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,26%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,3% e l’S&P 500 un +0,1%. Deboli le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato in calo dello 0,11%, il Dax di Francoforte dello 0,13%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un +0,18%. Dopo una mattinata all’insegna della debolezza in Europa, questo pomeriggio il sentiment sul mercato sembra essere migliorato in seguito alle notizie provenienti dalla Grecia e alle parole del presidente della Fed, Ben Bernanke. Secondo fonti governative elleniche, i leader dei partiti greci si incontreranno questa sera alle 20 ad Atene con il premier Lucas Papademos per finalizzare il piano di austerity necessario per ottenere il secondo pacchetto di aiuti di 130 miliardi di euro. Intanto nel pomeriggio a trainare le borse ci ha pensato Bernanke, il quale, commentando i dati del mercato del lavoro di venerdì, ha dichiarato che la disoccupazione di lungo periodo rimane comunque elevata e la politica monetaria può in qualche modo risolvere questo problema. La notizia ha fatto recuperare le perdite di questa mattina agli indici.

Italia: Ftse Mib vira in positivo in chiusura

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni in recupero a +0,62% a 16.491 punti. Prosegue nel canale rialzista il principale indice italiano; l’obiettivo resta collocato a 16.640 punti e il supporto più vicino passa per 16.190 punti. Contrastati i bancari, con Unicredit che sale del 4,68% e Intesa SanPaolo dell’1,51%. In calo Monte dei Paschi di Siena e Ubi. Frenano bruscamente i titoli interessati dal programma di fusione tra Unipol (-12,54%) e Fondiaria-Sai (-19,5%), con Milano Assicurazioni che cede il 6,25% e Premafin il 9,61%.

Valute: Euro vola su parole Bernanke e news Grecia

Tra le valute, dopo esser rimbalzato su 1,3100 questa mattina l’euro/dollaro ha messo le ali in seguito alle parole di Bernanke e le notizie provenienti dalla Grecia. Il cambio inizia a vedere la resistenza collocata a 1,3290-1,3300. Probabile ci sia un test in serata se dovessero uscire notizie positive da Atene. Forte apprezzamento anche dell’euro contro yen, con il cambio che si dirige verso 102,00. Nuovo massimo dal 15 novembre per il cambio sterlina/dollaro, mentre procede stabile il cross dollaro/yen a 76,80.

Macro: frenata produzione tedesca segnala rallentamento in Europa colpisce tutti

Sul fronte macro, seduta caratterizzata dalla mancanza di dati di rilievo. Inatteso calo per la produzione industriale tedesca a dicembre scesa del 2,9% su base mensile (-0,1% le attese). Il dato conferma che l’economia di Berlino sta rallentando sulla scia della debolezza dei Paesi periferici. Questa mattina i dati sulla bilancia commerciale francese hanno mostrato un deficit a dicembre pari a 4,99 milardi di euro dai 4,14 miliardi di novembre. Nella notte in Giappone il superindice di dicembre ha mostrato un rialzo oltre le attese a 94,3 punti dai 93,7 del mese precedente (93,8 le attese).

Titoli di Stato: spread Btp-bund ai minimi da ottobre

Sul fronte governativo, si riduce lo spread tra Btp-Bund che ha raggiunto nuovi minimi a 362 pb dai 380 di questa mattina. Oggi non ci sono state aste di rilievo nell’area euro. Le attenzioni degli investitori restano focalizzate a giovedì quando nell’incontro di politica monetaria della Bce ci potrebbe essere un taglio dei tassi di riferimento al di sotto dell’attuale minimo storico dell’1%. Sebbene gli ultimi dati sui Pmi abbiano mostrato un certo rallentamento nel calo dell’attività economica a gennaio (almeno per quanto riguarda Italia e Spagna), è lecito comunque attendersi che la Bce non stia ad aspettare di vedere se questi dati trovino riscontro nei Pil del 1 trimestre dei Paesi dell’area euro. I mercati stanno lentamente recuperando fiducia, grazie anche alle Ltro, che però non stanno dando pienamente i frutti sperati sul fronte della circolazione del credito. Pertanto riteniamo che l’Istituto centrale europeo possa decidere già nel corso di giovedì o al più tardi a marzo un taglio dei tassi di interesse di altri 25 punti base.

Commodity: oro accelera su timori inflazione in Usa

Tra le commodity, forte accelerazione per l’oro dopo le parole del numero uno della Fed che aprono per una politica monetaria espansiva. Ciò aumenta i timori di una spinta inflazionistica e spinge gli investitori ad acquistare oro. Il prezzo spot del metallo giallo scambia ora a 1.740 dollari/oncia. L’andamento dei mercati si riflette anche sul petrolio, con il light crude a 99,00 dollari/barile, ai massimi dal 1 febbraio.

Vincenzo Longo

Market Strategist of IG Markets Italy