“Nessun danno per l’inflazione”. Lo ha detto il numero uno della Fed Ben Bernanke ad un discorso all’Università del Michigan, difendendo la politica monetaria decisa dalla banca centrale americana: acquisto asset e politica di tassi bassi.

Rispondendo agli investitori e ai banchieri che la scorsa settimana sollevavano dubbi sull’effetto negativo per l’inflazione di un forte programma di acquisto bond  abbinato ad una politica di tassi di interesse “eccezionalmente bassi”, ha detto: “Non credo che il risultato di questa politica sarà un’inflazione significativa”,  perché la banca centrale americana dispone di tutti gli strumenti per fermare la propria politica accomodante prima che questa provochi inflazione.

La Fed, ha aggiunto Bernanke, vigilerà affinchè la politica di bassi tassi, che dura da quattro anni, non porti gli investitori a decisioni imprudenti creando una bolla speculativa e rafforzerà la vigilanza contro l’instabilità finanziaria. La cosa peggiore che potrebbe accadere, ha sottolineato il capo della Fed, sarebbe un innalzamento prematuro del costo del denaro in un momento in cui la congiuntura è ancora fragile e va sostenuta.

Ben Bernanke ha poi lanciato un appello ai politici di Washington perché, dopo aver trovato il bandolo della matassa del fiscal cliff,  decidano al più presto l’aumento al tetto del debito pubblico Usa, senza il quale il Paese corre il rischio di un default. “È necessario prendere subito delle misure per evitare che il Governo si trovi nell’impossibilità di fare fronte ai suoi pagamenti”, ha detto Bernanke.