Il prezzo della benzina in Italia rappresenta una preoccupazione per i consumatori che pur essendo coscienti della destinazione delle accise, non possono sopportare aumenti ripetuti.Il prezzo del carburante si è assestato intono agli 1,6 euro al litro per la benzina  e agli 1,575 euro al litro per il diesel. Il divario tra i due tipi di alimentazione si è assottigliato ma il gap più importante è quello tra le diverse zone d’Italia.

A Sud per esempio Staffetta quotidiana dice che la benzina è arrivata  a costare anche 1,7 euro al litro. Tutti i distributori hanno ritoccato al rialzo i prezzi. Per esempio TotalErg ha portato a +0,9 centesimi il prezzo del gasolio, così come ha fatto la Tamoil.

Questi incrementi si giustificano con l’introduzione di un’accise di 0,9 centesimi usati per far fronte all’emergenza alluvione che ha interessato la Toscana e la Liguria. Intanto i benzinai si preparano allo sciopero.

15 giorni di stop ai rifornimenti che fanno presagire un autunno veramente caldo sul fronte trasporti. Il primo sciopero di tre giorni ci sarà l’8, il 9 e il 10 novembre. La protesta vuole mettere all’evidenza del Governo l’importanza delle liberalizzazioni nel settore.

Senza questo strumento molte piccole imprese rischiano di fallire. In ballo ci sono 25mila attività che impiegano circa 140.000 persone.