L’evasione fiscale è un furto ai danni di tutti noi”. Non usa mezzi termini Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle entrate, per dichiararsi concorde con il premier Mario Monti circa la necessità di condurre una vera e propria “guerra” all’evasione fiscale. Anzi, da Milano, al convegno dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di ieri pomeriggio, il numero uno delle Entrate, commentando con la stampa le parole usate lunedì dal presidente del Consiglio nel suo intervento al Financial Times Italy Summit, rincara la dose: la lotta all’evasione è una “guerra che va fatta contro coloro che stanno derubando.
L’incontro, svoltosi all’Università Bocconi, è stata l’occasione per presentare i risultati di un’indagine condotta dall’Istituto di ricerche Ispo per conto dell’Ordine di Milano su “Gli italiani e le tasse”. Ciò che colpisce di più nei sondaggi, con grande soddisfazione di Befera, è la percentuale di italiani che “condanna” gli evasori (87%) e i tanti che reputano le tasse un “contributo” (57%), sebbene, giusto sottolinearlo, siano proprio pochi ad apprezzarne l’utilizzo da parte dello Stato (6%).

Guerra all’evasione. Nel suo intervento di lunedì al Financial Times Italy Summit Monti ha parlato esplicitamente di “guerra” all’evasione. “Ma non credo che il presidente Monti entrasse nel dettaglio” – il commento di Befera -, “voleva dire che il concetto di evasione è un concetto di furto. Finora rubare allo Stato, visto che lo Stato è un qualcosa che non esiste, era come non rubare a nessuno. Ci stiamo rendendo conto che, è questo il concetto che secondo me rileva il presidente Monti, chi evade ruba a tutti noi, ci fa diventare un po’ più poveri tutti quanti”. La lotta all’evasione, conclude, è “guerra che va fatta contro coloro che stanno derubando”.

Italiani e tasse. Il rapporto tra italiani e fisco sembra cambiare. Dallo studio presentato ieri pomeriggio dall’Ispo, l’Istituto per gli Studi di Pubblica Opinione diretto dal Professor Renato Mannheimer, la percentuale di italiani che considera le tasse un contributo è passata, infatti, dal 40% di un anno fa al 57%, dimezzandosi, nel contempo, il numero di coloro che percepiscono il fisco come sinonimo di privazione (dal 28% al 14%). Per l’87% degli italiani chi evade commette un reato e va condannato, mentre passa dal 36% al 32% la fetta di coloro che giustifica l’evasione o l’elusione di imposte e tasse perché percepite come ingiuste. Più della metà dei cittadini, inoltre, crede nella riduzione della pressione fiscale ma si dichiara consapevole che attualmente le casse dello Stato non lo consentono. Il 65% degli intervistati, infine, è disponibile a sottoporsi a maggiori controlli per combattere l’evasione, anche su conti correnti e spese sostenute. Per il direttore dell’Agenzia delle entrate i risultati traducono “l’influenza della crisi, che porta chi paga ad adottare un atteggiamento più negativo nei confronti di chi evade”.

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