Rispettando le attese e le previsioni, la Banca centrale europea non ha provveduto a modificare i tassi di interesse, lasciandoli praticamente invariati. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso gli istituti di credito rimarranno quindi piuttosto stabili, rispettivamente allo 0,05 per cento, allo 0,30 per cento e al -0,20 per cento.

Tassi di interesse invariati: la reazione delle Borse

Alla notizia della decisione della Banche centrale europea hanno risposto immediatamente le Borse europee: Atene (+2,63%), Francoforte (+1,56%), Londra (+3,5%),  Parigi dove  Edf  cala (-4%). Salgono Autogrill (+7,32%), Yoox (+5,5%) e Campari (+4,47%) a Milano, mentre, sempre in piazza Affari, frena Saipem (-0,87%).

Tassi di interesse invariati: le dichiarazioni di Mario Draghi

In una conferenza stampa iniziata alle ore 14:30, il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, spiega le ragioni della decisione in merito al fatto di lasciare invariati i tassi di interesse. Draghi ha anche presentato le nuove previsioni sulla crescita e sull’inflazione.

Il presidente della Bce ha dichiarato che il Quantitative Easing, data la sua naturale flessibilità, sarà adattato alle necessità che via via dovessero presentarsi. Ed è proprio per questo che ha annunciato che il tetto massimo di acquisti di titoli di singole emissioni sarà portato dal 25 al 33 per cento. Resta invece invariato il tetto dei sessanta miliardi mensili.

Mario Draghi ha inoltre annunciato che in caso in necessità, il Quantitative Easing potrebbe anche proseguire oltre la data cruciale di settembre 2016.

Tassi di interesse invariati: le previsioni della Bce

La Bce ha rivisto al ribasso le previsioni sull’inflazione all’interno dell’Eurozona: per il 2016 all’1,1% dall’1,5%, quella per il 2017 è tagliata all’1,7% dall’1,8%. La stima per quest’anno, invece, è tagliato allo 0,1 per cento rispetto allo 0,3 per cento. Stime che allontanano, ovviamente, l’obbiettivo di un’inflazione al 2 per cento.

Giù anche le previsioni in merito alla crescita economica dell’Eurozona: sul 2015 al +1,4 per cento (da +1,5 per cento), sul 2016 al +1,7 per cento (da +1,9 per cento) e sul 2017 al +1,8 per cento.