Chi pensava che Mario Draghi proseguisse con la politica monetaria del suo predecessore si è sbagliato. Non lotta all’inflazione ma spazio alla ripresa economica. Ecco il senso degli interventi della BCE. Il primo intervento di Draghi da Presidente della BCE è stato un taglio dei tassi d’interesse dell’Eurozona, una decisione che dovrebbe favorire la ripresa dell’economia dell’UE.

Il tasso di riferimento è sceso all’1,25 per cento. È calato anche il tasso sui depositi allo 0,5% e di conseguenza anche quello sugli impieghi al 2%. Uno stimolo forte per l’economia dell’area euro, anche se si attendono degli investimenti. La Cina ha confermato la sua disponibilità.

Mario Draghi era presente anche al G20 dove in una conferenza al margine dell’incontro, ha fatto il suo ultimo intervento in qualità di presidente della Financial Stability Board, parlando delle banche.

Una ricapitalizzazione delle banche contribuisce a far decrescere i rischi delle attività degli istituti di credito. Ma bisogna anche tenere conto, secondo Draghi, il fatto che l’introduzione delle regole di Basilea III potrebbero non impattare sull’economia reale.

A sostituire Draghi alla Fsb ci sarà l’attuale governatore della Banca Centrale canadese, Mark Carney che ha lavorato anche per la Goldman Sachs. Draghi, da presidente uscente, si auspica una maggiore indipendenza per la Fsb.