Rischio contagio per Italia e Spagna. Lo scrive la Banca centrale europea (Bce) nel bollettino di agosto diffuso questa mattina. “La crisi del debito sovrano scoppiata nel maggio 2010 riguardava inizialmente gli andamenti avversi delle finanze pubbliche greche, ma si è poi estesa a Irlanda e Portogallo; in seguito, anche la Spagna e l’Italia sono state oggetto di un più attento scrutinio da parte dei mercati” scrive l’Eurotower aggiungendo che “la mancanza di fiducia riguardo alla determinazione dei governi nell’affrontare la crisi, insieme all’assenza di un meccanismo di risoluzione efficace, si è poi trasmessa ad altri paesi, un fenomeno conosciuto come ‘contagio’”.

Situazione a tinte fosche in Italia anche per l’aumento dei tassi attesi da insolvenza per le imprese del Belpaese. Al complessivo aumento dell’incertezza in scia alla crisi nella zona euro “ha fatto riscontro un netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese da parte degli operatori misurato ad esempio dai tassi attesi di insolvenza, che sono cresciuti sostanzialmente nel periodo” sostengono da Francoforte. “Tra i Paesi più grandi dell’area dell’euro – aggiunge la Bce – l’incremento è stato particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche”.

E in questo scenario l’espansione economica “resta debole nell’area dell’euro, in un contesto di persistenti tensioni nei mercati finanziari e maggiore incertezza che gravano sul clima di fiducia” scrive la Banca centrale europea nel consueto bollettino mensile . “L’ulteriore intensificarsi delle tensioni nei mercati finanziari – prosegue l’Eurotower – potrebbe accentuare i rischi al ribasso sia per la crescita, che per l’inflazione”. Un punto rimane centrale per la Bce e non perde occasione per ribadirlo è che “l’euro è irreversibile“.