Dopo un primo periodo di naturale entusiasmo per l’iniezione di liquidità effettuata dalla BCE sul mercato europeo, adesso si torna alla consapevolezza che ben poco è cambiato riguardo le prospettive economiche dell’Eurozona. La BCE, quindi, potrebbe fare un passo indietro. La crisi del debito sovrano è un affare molto serio. La BCE ha sentito l’esigenza e la responsabilità di un intervento diretto e per evitare il cosiddetto credit crunch ha immesso sul mercato circa 1.000 miliardi di euro. Si tratta dell’operazione LTRO che ha permesso di sostenere le banche.

Gli istituti di credito che hanno partecipato all’asta, hanno avuto la possibilità, anche alla fine di febbraio, di acquistare titoli sovrani. Nei mercati dei debiti dei paesi periferici però, dopo una prima reazione positiva a questa vendita sottocosto di denaro, è seguita una fase di consapevolezza.

E’ vero che per paesi in bilico come la Spagna e l’Italia si è evitato il baratro ma sui fondamentali non ci sono stati grandi cambiamenti e c’è addirittura chi, come James Nixon, responsabile economista in Société Génerale, ritiene che l’intervento della BCE sia stato addirittura tossico per le banche.

Gli economisti intervistati da Bloomberg sull’argomento hanno individuato le due strade possibili per la Banca Centrale Europea: ripristinare il programma di acquisto dei bond, oppure finanziare nuovamente le banche con prestiti a 1 e 2 anni.